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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Un mistero da vivere


Ascolta la Parola

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo si salva per mezzo di lui.  Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio».

 Gv 3,16-18

Riflessione biblica

Brevi, le letture di questa domenica, solennità della Santissima Trinità. Come a dire che mille parole non sarebbero in grado di dire questo mistero. Meglio stare in silenzio e contemplare umilmente, chiedendo di cogliere un raggio di quella luce immensa che l’eternità non basterà a farci sondare.

Fissandovi lo guardo, cogliamo che l’amore che diventa comunione, amore che circola, non è in Dio un’iniziativa presa nei nostri riguardi, un principio posticcio, che Dio ha inventato nei confronti degli umani e per loro, senza del quale Dio sarebbe comunque Dio, nella sua immensa solitudine. No, l’amore è nel DNA di Dio, perché Dio è comunione da quando è Dio. Da sempre Dio “nasce” Padre riversandosi totalmente nel Figlio, che lo riama di totale amore, da sempre questo Amore che unisce senza confondere è, misteriosamente, Dio, e comunica totalmente al Figlio il Padre e al Padre il Figlio. E noi, misteriosamente associati, «partecipi della natura divina» (2Pt 1,4), troviamo in questa comunione vertiginosa la nostra stabilità e il nostro perenne movimento. Perché l’amore è stabile e insieme sempre in movimento verso l’amato, sempre “in uscita”.

Noi, e il creato con noi, ci siamo misteriosamente trovati a esistere come partecipazione di questo amore, che è di per sé effusivo. Siamo invitati a gustare questa musica che orecchi non odono, a entrare in questa danza eterna, non come monadi isolate ma in comunione fra noi. Per questo, il modo migliore di dire Trinità non è un trattato di studiosi, ma una comunione che esiste e si costruisce giorno per giorno, una famiglia, una comunità, una parrocchia, un paese, un’umanità.

Misteriosamente agisce nel mondo anche una forza disgregativa, che mette le radici in cuori astiosi, sospetti, gelosi, escludenti, autoreferenti. Una forza che si compiace a mettere i bastoni fra le ruote delle armonie in costruzione, che agisce in vista della supremazia e non della comunione, che non versa lacrima sul sangue che scorre anche quando ne è la causa, che banchetta allegramente mentre altri fanno la fame, che si compiace di far soffrire. Essa stende la sua ombra su ogni umano che nasce e gli suggerisce un maligno piacere del male e una cieca fiducia nell’accumulo di beni e di potere.

Sta a noi scegliere e da quando Cristo è venuto, la scelta è più decisiva, perché egli ci ha fatto conoscere le cose di Dio e ci ha dato la libertà e la forza di viverle. Possiamo, in questo giorno, riabbracciare tutto l’impegno quotidiano di costruire comunione in casa, nel condominio, nell’autobus, sul lavoro e ovunque. Non è una pia devozione, una spiritualità particolare o una banale occupazione.

È azione “divina”, è annuncio muto del volto di Dio, così unito da essere uno, così diverso da essere tre. Perciò, senza aggrovigliarci il cervello accogliamo l’invito semplice ed essenziale odierno di Paolo ai Corinzi: «Fratelli, siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi».

Lampada ai miei passi

Teresina Caffi

Teresina Caffi, nata a Pradalunga (Bergamo) nel 1950, è entrata fra le Missionarie di Maria, Saveriane, nel 1971 e ha fatto la sua prima professione nel 1974. Nel 1982 è partita per il Burundi. Da lì, nel 1984 è passata nell'allora Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo). Licenziata in Teologia biblica, ha lavorato nell'ambito dell'animazione parrocchiale e dell'insegnamento biblico. In questi anni vive sei mesi l'anno in una comunità nella Repubblica Democratica del Congo e sei mesi in Italia

Riflessioni Bibliche