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Missionarie di Maria
SAVERIANE

LA POTENZA DELLA FEDE


Ascolta la Parola

Gli apostoli dissero al Signore: "Aumenta la nostra fede!". Il Signore rispose: "Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: "Sràdicati e vai a piantarti nel mare", ed esso vi obbedirebbe.

Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: "Vieni subito e mettiti a tavola"? Non gli dirà piuttosto: "Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu"? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: "Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare".

Lc 17, 5-10

Riflessione biblica

Dopo una successione di istruzioni ai discepoli nei versetti 1-4, viene il brano del Vangelo di questa domenica e affronta il tema della fede in Dio, utilizzando la metafora di un seme di senape, e l'atteggiamento da adottare di fronte a Lui, paragonato a quello tra padrone e servo.

La risposta di Gesù sulla fede nasce dalla richiesta degli apostoli, che desiderano ricevere l'aumento di un tale dono. Gesù non esaudisce la loro richiesta e non fornisce neanche una definizione della fede, ma ricorda loro lo straordinario potere che essa racchiude. Per Gesù, avere la fede di un granello di senape, così piccolo e quasi insignificante, sarebbe sufficiente per compiere cose impensabili. Quel poco di fede è in grado di operare uno sconvolgimento, perché può agire con una forza tale da andare oltre i nostri schemi abituali e rompere ogni struttura umana. Gesù, “il Signore” dell'autorità e della potenza divina, ci dà la certezza che è sufficiente avere un minimo di fiducia in Dio per realizzare grandi prodigi, perché la fede, anche se non è molta, ma è salda e forte, è sempre una comunione con Dio e ci rende partecipi della sua potenza.

Ancora oggi ci capita come a quei primi seguaci e apostoli. La presenza di Gesù e la comunione con lui ci fanno prendere coscienza della pochezza, meschinità o immaturità della nostra fede. Lui ci mette anche in guardia perché potremmo essere tentati di usare quel poco di fede che abbiamo come qualcosa di magico o addirittura vantarci di ciò che facciamo o abbiamo fatto. Invece, nulla è per nostro merito. Il nostro lavoro e servizio è solo una risposta alla bontà e alla misericordia di Dio, che ci ha amati e ha dato se stesso per noi. E Gesù vuole condurci sulla via dell'umiltà e della gratuità.

E’ salutare che l’esperienza di una vera intimità con Gesù, il Signore, ci scuota e ci faccia scoprire quanto siamo fragili, così da poter dire: “Quando sono debole, è allora che sono forte” (2 Cor 12, 10), perché la nostra impotenza si riempie della potenza stessa di Dio. Siamo di nuovo di fronte a una sfida: capire che la fede è un dono, e imparare a smettere di confidare in noi stessi e lasciare che sia Dio ad agire, consapevoli che la salvezza viene da lui.

Lampada ai miei passi

Reyna Paz Hernández

Misionera de Maria Xaveriana, originaria de México. Por mas de 10 años estuvó de misión en Japón. Actualmente realiza su misión en Italia, especificamente en Parma en la Casa Madre. 

Riflessioni Bibliche