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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Non abbiate paura


Ascolta la Parola

Non abbiate paura degli uomini. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.

Mt 10,26-33

Riflessione biblica

 Nel Vangelo di questa domenica troviamo per tre volte l’espressione: «Non abbiate paura», rivolta ai suoi discepoli, cioè a tutti coloro che lo seguono e lo ascoltano. Allo stesso tempo, ciascuna di queste esortazioni è accompagnata da una parola di consolazione, di fiducia e di amore da parte di Gesù. È come un continuo binomio: tenebre e luce, vita e morte.

Gesù invita i suoi discepoli a non avere paura di fronte alle avversità della vita, a essere forti davanti alle sfide, ai malintesi e alle invidie che incontreranno annunciando il Vangelo. Essere coerenti con il Vangelo può comportare il rifiuto, perfino da parte degli amici, come sperimenta il profeta Geremia, (I lettura).

Il primo «Non abbiate paura» ci mette in guardia sulla necessità di proclamare il Vangelo con tutta chiarezza  e coerenza fino alle sue ultime conseguenze. Il Signore ci parla all’orecchio perché noi annunciamo la sua Parola in mezzo alle moltitudini.

Il secondo «Non abbiate paura» si riferisce alle conseguenze che spesso accompagnano l’annuncio del Vangelo. La coerenza di vita del battezzato può provocare incomprensioni, rifiuto o persecuzione da parte dell’ambiente circostante, della famiglia o della società. Lo vediamo ancora nella prima lettura, quando Geremia sente dire dai suoi nemici: «Se inciampa e cade, lo vinceremo e potremo vendicarci di lui».

Il terzo «Non abbiate paura» è la risposta amorevole del Padre verso di noi, suoi figli. Egli non ci lascerà soli. Anche se di fronte alle difficoltà possiamo sentirci abbandonati, ci ricorda: «Voi valete molto più di molti passeri». Il Signore è fedele, non ci delude, ci accompagna e ci chiede fiducia. Questa domenica ci invita a vivere con coraggio, coerenza di vita e fedeltà al Vangelo.

Vorrei fare anche un’applicazione di questo messaggio alla celebrazione della Festa del Papà, che in questi giorni si celebra in Messico. La figura paterna ci accompagna fin da prima della nostra nascita e, per molti di noi, è stata una scuola di coraggio, di forza e di fedeltà. Abbiamo visto i nostri padri lavorare duramente per sostenere le loro famiglie, non solo dal punto di vista economico, ma anche trasmettendo valori, rispetto e principi che aiutano a formare uomini e donne capaci di contribuire al bene della società.

Oggi ringraziamo i nostri papà, vivi o defunti, per tutto il bene che hanno seminato nelle nostre vite. E preghiamo in modo particolare per quei padri che hanno incontrato maggiori difficoltà nel portare avanti le loro famiglie, affinché non si sentano soli o scoraggiati, ma possano ritrovare la fiducia in Dio e in sé stessi.

Lampada ai miei passi

Guadalupe Albor Ortiz

Maria Guadalupe Albor Ortiz: messicana, missionaria di Maria - Saveriana da 32 anni, infermiera prima di entrare in congregazione. Ha studiato Teologia presso i Salesiani a Tlaquepaque, Jalisco, Messico, e Riabilitazione fisica presso l’ospedale Santa Margarita a Guadalajara Jalisco.

Dopo aver studiato il francese a Parigi e seguito il corso di Malattie tropicali a Lione, ha trascorso nove anni in Ciad lavorando nell’ambito socio-sanitario, e un anno e mezzo circa nel nord Camerun, accompagnando i catecumeni attraverso la formazione dei catechisti. Attualmente si trova a Guadalajara, delegata generale

Riflessioni Bibliche