
La luce é sorta
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Il popolo vide una grande luce
Riflessione biblica
Il racconto dell'inizio del ministero di Gesù, secondo il Vangelo di Matteo, presenta tre sottolineature, che concorrono a esprimerne il significato.
L'insistenza sulla scelta geografica (la Galilea, Cafarnao sulla riva del mare), il riferimento al tempismo scelto da Gesù (appena saputo dell'arresto di Giovanni) e la categoria simbolica (luce-tenebre).
Più volte, in pochi versetti, si insiste sulla Galilea e sul suo “mare”, il lago di Tiberiade. La Galilea era un crocevia di popoli, rotta commerciale in cui il contatto con gli "stranieri" era quotidiano per i figli di Israele. Un vero luogo di frontiera e di incontro delle diversità. Il testo precisa che Gesù si trasferisce sulla "via del mare" e, poco dopo, comincia a camminare sulla "riva del mare". Si avvicina sempre di più a quel “mare” che, nella Scrittura, è simbolo del male e di tutto ciò che minaccia la vita. E Gesù porta la salvezza in ogni angolo di quella regione : la « percorreva tutta … annunciando … insegnando … guarendo… ».
"Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato ... "
Il tempismo. Gesù fa coincidere l’inizio del suo ministero con la notizia, dolorosa, dell'arresto di Giovanni. La “fine” del ministero di Giovanni, diventa per lui una spinta, il tempo di agire, di un nuovo inizio. É lo stile di Dio : qualcosa che sembra la fine della strada, un muro, nelle sue mani, diventa trampolino di lancio, vita nuova… Come raccontano alcune delle giovani saveriane burundesi a proposito della loro chiamata. Quando hanno appreso dell'uccisione di tre anziane missionarie a Bujumbura, hanno sentito di volerne prendere il posto e sono entrate nella nostra famiglia. La fine brutale di quelle missionarie, le ha chiamate a un nuovo inizio.
"Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte, una luce è sorta".
La citazione di Isaia, che Gesù porta a compimento con il suo spostamento, insiste sul simbolo delle tenebre e della luce: Gesù, la luce, prende la decisione di abitare proprio in quella terra tenebrosa, sulla riva del male del mondo, per illuminarla con la sua parola e i suoi gesti, per strappare dalle rive insidiose del male e del peccato, con la luce del suo sguardo, che si posa e invita a seguirlo.
Il Padre lo ha mandato per "liberarci dalle tenebre" (Col 1,13). Nel crocevia delle culture, viene a portare la luce che le illumina tutte, ne scaccia le ombre e ne rivela la bellezza. Gesù viene ad abitare ogni nostro "arresto-male-buio", per portare "nuovo inizio-guarigione-luce". Non c'è buio che possa spegnere la sua Presenza.






