
IL RE DI MISERICORDIA
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In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
Riflessione biblica
Scrivendo il suo vangelo, Luca desidera trasmettere che, con l’arrivo di Gesù, nell’umanità si è inaugurata una storia nuova. La derisione dei capi ai piedi della croce non fa che rivelare l’obiettivo di Gesù: egli ha salvato gli altri. Luca mostra che coloro che lo hanno seguito, passo dopo passo fino alla fine, lungo il cammino verso Gerusalemme, sono stati preparati da Gesù per essere la piattaforma della nuova storia e della nuova società che sta nascendo. Gesù li ha accolti con misericordia, “cancellando il loro passato” e preparandoli alla nuova missione. Imparare da Gesù è una proposta aperta a chiunque voglia seguirlo.
Gesù è condotto sul Calvario per essere crocifisso, lì ci sono vari gruppi e persone che vogliono assicurarsi che sia eliminato. Gli insulti dei capi, dei soldati e persino di uno dei crocifissi con lui riflettono le aspettative deluse di coloro che hanno atteso un altro tipo di messianismo. Le derisioni ruotano intorno ai titoli di Messia, Eletto, Re dei Giudei: “salvi se stesso, se davvero è il Messia, l’Eletto di Dio… Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso.”
Questi gruppi interpretano la salvezza come la capacità di sfuggire a una morte imminente e certa. Questa sarebbe la prova irrefutabile della sua messianicità secondo una logica puramente umana. Secondo la prospettiva di Dio è una tentazione enorme: l’intervenire con un gesto spettacolare, che lasci tutti stupefatti, sarebbe in contraddizione con tutto ciò che Gesù ha annunciato nella sua vita.
Fin dalla trasfigurazione,Gesù appare come colui che è scelto da Dio per condurre tutti alla salvezza. È il Servo di Jahvè annunciato da Isaia 300 anni prima (Is 42,1). Il prezzo è la consegna della propria vita, non per salvare se stesso – come gridano coloro che stanno ai piedi della croce – ma per una salvezza universale, perché ogni essere umano possa liberarsi dalle forze del male. Gesù assume la figura del Re che va davanti, che mette la faccia e la vita per il suo popolo.
Sulla croce c’è una scritta: “Questi è il Re dei Giudei”. Chi lo insulta nasconde, sotto l’offesa, il fatto che non accetta il modo in cui Gesù è Messia, perché non corrisponde all’idea che egli ha di Messia. Luca sottolinea che, non riconoscendo la regalità di Gesù, questi gruppi si allontanano e si escludono da quella “salvezza” che hanno davanti agli occhi.
Chi entra con Gesù nel Paradiso?
Il racconto del “buon ladrone” è proprio di Luca:
- Uno dei malfattori riconosce il male commesso, facendo risaltare l’innocenza di Gesù.
- Mostra che la misericordia di Dio non si esaurisce mai, purché la persona sia disposta ad accoglierla.
- Proprio lì, sulla croce, si manifesta la reale regalità di Gesù: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo Regno.”
E’ il grido silenzioso di tutti coloro che la società mette ai margini: poveri, malati, colpevoli, dimenticati. Gesù risponde: “Oggi sarai con me nel paradiso.”
Cos’è il paradiso?
Il paradiso richiama il momento originario della creazione: un luogo di armonia tra persone e natura. È ciò che Gesù proclama nella sinagoga: “L’anno di grazia del Signore.” È ciò che dice a Zaccheo: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa.”
Il paradiso è il punto più alto a cui l’essere umano può aspirare.
Lungo tutto il vangelo, Luca invita le persone ad aderire al progetto di Gesù. Chi lo seguirà fino alla fine continuerà l’espansione del Regno nel mondo. Non si tratta solo di conservare la fede, ma di viverla nel quotidiano con la testimonianza. Questo è il progetto di Gesù: un nuovo modo di vivere, in cui l’amore per Dio e per il prossimo è centrale.
I nostri progenitori scelsero un progetto diverso e persero il paradiso terrestre, dando così inizio al cammino faticoso di ricostruire l’armonia voluta da Dio. Questo è missione dell’umanità. Gesù, donando la vita, riapre l’opportunità di raggiungere tale obiettivo: per questo Dio lo ha costituito Re e Signore dell’universo.
Per Luca, la croce è il momento culminante della vita di Gesù: il re giusto che perdona, accoglie e condivide il suo regno con chiunque voglia seguirlo. È re non secondo la logica di questo mondo, ma secondo l’amore che si dona.
Oggi anche noi possiamo dire: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno.”






