
Dedicazione del corpo come tempio di Dio
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Dedicazione della Basilica Lateranense
“Ma Egli parlava del Tempio del suo Corpo!”
Riflessione biblica
Oggi festeggiamo la dedicazione della Basilica Lateranense a Cristo Salvatore. Ritenuta madre di tutte le chiese dell’urbe e dell’orbe, fu costruita dall’imperatore Costantino come sede ufficiale del vescovo di Roma e quindi segno di unione con tutte le chiese sparse nel mondo. Dopo oltre tre secoli di persecuzioni e nascondimento, si poteva infine celebrare pubblicamente il culto al Signore Gesù. Il tempio diventa la grande casa comune dove si raccolgono i cristiani attorno al loro Signore, nella persona del Vescovo, per celebrare la Sua vittoria sul male e sulla morte e poi per annunciare e portare la Vita del Risorto a tutti quelli che ancora attendono la salvezza fino ai più lontani.
Nella prima lettura, Ezechiele profeta descrive l’acqua salutare che sgorga dal tempio e scorre tutt’intorno, verso il mondo intero, risanando le acque del mare, facendo rivivere tutto e portando frutti e foglie medicinali in abbondanza e senza mai cessare. Quale bella immagine della “Chiesa in uscita” tanto desiderata da Papa Francesco e ora da Papa Leone! L’acqua sgorga abbondante e scorre ovunque, inarrestabile, piena di Vita Nuova per tutti! L’acqua del nostro battesimo assopito riprenda a scorrere vivace verso tutti per sanare antiche ferite e fatiche nostre e altrui.
Possiamo solo immaginare con quale forza e convinzione San Paolo esortasse i fratelli di Corinto a vivere pienamente coscienti di essere loro stessi il tempio di Dio, abitati dallo Spirito di Dio e avendo come fondamento Gesu’ Cristo. Paolo stesso si dice essere l’architetto che ha posto tale fondamento: insostituibile! Pena l’essere distrutti! “Santo è il tempio di Dio che siete voi!” Sono parole di fuoco di un vero Padre nella fede, che scuotono l’anima dei figli come un terremoto salutare, che fa crollare mura posticce su fondamenti di sabbia … San Paolo invita anche noi a costruire sulla roccia di Cristo, a diventare pietre vive dell’unico Tempio che è Lui solo, come Gesù stesso afferma nel Vangelo.
Gesù entra nel tempio di Gerusalemme e con sgomento e frustrazione vede la confusione di un grande mercato, allestito come una piazza affari nel tempio, proprio davanti al Santo dei Santi, il luogo che dovrebbe essere riservato alla preghiera, all’incontro con Dio!
E’ chiaro che il pensiero di tutto quel popolo non è tanto rivolto a Dio, quanto ai promettenti affari in vista, data la grande ondata di pellegrini per la Pasqua dei Giudei.
Gesù scoppia con un comportamento a dir poco scandaloso ... è “fuori di sé”! come altri vangeli dicono.
Anche i suoi ricorderanno la Scrittura solo dopo tanto tempo per poter giustificare correttamente quell’infuriata con l’ardente zelo di Gesù verso il Padre! Loro stessi non capiscono, sono sbaragliati!
I Giudei chiedono un segno e Gesù: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere!” …“Ma Egli parlava del Tempio del suo Corpo!”
Questo Suo “corpo” di carne debole, proprio come il nostro corpo: curato e oltraggiato, difeso e offeso, distrutto e risorto, protetto da Madre Maria e poi squarciato fino a far scaturire acqua e sangue per la salvezza del mondo intero, fino ad oggi, fino agli ultimi, fino agli estremi confini della terra, fino in Thailandia!
Mentre scrivo questi pensieri, Tete 18 anni, nato sano e bello, rimasto severamente disabile e spastico da quando aveva 3 anni e mezzo a causa della meningite tubercolare contratta dal papà malato di tubercolosi polmonare, sta lentamente preparandosi per il Cielo. Incarcerato in un corpo offeso dalla malattia, incontrollabile nei movimenti, Tete ha ricevuto tanto amore da mamma Tu e da papà Khon. Sempre pronto al sorriso, sempre pronto a vocalizzare degli acuti simpaticissimi quando sentiva cantare, anche in chiesa … c’è stato chi è venuto a dirci che disturbava, mentre in verità Tete dà lode a Dio con la sua voce angelica e Dio certo se ne compiace non poco!
E poi il dolore di una madre che si sente dire, anche in chiesa, che questo figlio disturba … madre che sta seguendo il cammino di catecumenato per ricevere il battesimo … madre che si è sentita criticata e guardata male per aver avuto un figlio così … madre che solo Maria e altre mamme come lei, sanno comprendere in tutto l’amore e dedizione incondizionati che ha sempre riversato su questo corpo come un gioiello, nonostante la mentalità diffusa del karma che la inchioda come responsabile di tale punizione per un male fatto nella vita precedente, madre che si consuma nel sacrificio di sè inutilmente per la sua creatura che non migliorerà … madre che è sempre stata a fianco del figlio e ultimamente non le è stato permesso di vegliarlo in ospedale perché “ora è adulto”! Ma Tete anche se adulto non poteva certo suonare il campanello quando, in preda ad un attacco spastico, il tubo del respiratore è uscito lasciandolo senza ossigeno per un tempo inaccertabile ma fatale … quando i dottori non hanno più risorse o hanno fallito di comprendere il bisogno di una persona come Tete … resta davvero solo l’abbandono in Dio e la comunione che Gesù ci assicura nel Suo corpo crocifisso e Risorto a nuova vita.
Tete, la sera della vigilia di tutti i Santi, ha ricevuto il battesimo col nome di Gabriele arcangelo, scelto dalla sua mamma. Il Tempio è pronto per la festa finale, non c’è alcun difetto né macchia, è puro di cuore, è santo nel Santo, è fondato in Colui che non ha cedimenti, che non gli farà più mancare l’ossigeno di vita per i suoi polmoni tra poco liberi di espandersi e godere pienamente l’abbraccio del Padre. Crocifisso con Cristo “in tre giorni lo farò risorgere!”
Grazie a Gesù per questa speranza certa su cui contare già da ora, mentre gli occhi di una madre e di altre Marie sotto la croce del figlio sono ancora bagnati, inondati di pianto. Ma anche quest’acqua sana tutto ben oltre la nostra misera comprensione di tanto altissimo Mistero!






