Preghiera post missione
Condivido con voi la preghiera di un giovane di Cava de’Tirreni, che quest’estate, insieme ad altri giovani che seguono il cammino della Famiglia Saveriana, abbiamo accompagnato in un viaggio missionario in Albania.
O Signore Gesù, dove potrei fuggire lontano da te? Sono a casa mia e là ti trovo, sono lontano da casa mia, in Albania, per una piccola missione, e anche là ci sei. Tu mi hai raggiunto laddove non pensavo di trovarti. Ti ho riconosciuto nello sguardo grato di quella donna con disabilità, quando mi hai concesso il dono di servirla, durante il pasto, con le mie mani che tu hai reso pazienti. Eri nel sorriso e nelle parole piene di luce delle tue consacrate, le quali consumano la propria vita nella missione di prendersi cura degli ultimi. Ti ho riconosciuto nell’accoglienza di chi mi ha aperto le porte della sua dimora per renderla anche mia dimora. Eri nella passione di chi percorre interminabili strade di montagna, completamente buie e dissestate, per radunare in un solo corpo e benedire quei pochi abitanti dispersi in periferia e assetati del pastore come la pecora smarrita del Vangelo. Sei sceso nelle mie sofferenze fisiche ed interiori, e ti ho incontrato nella premura di chi si è fatto carico della mia debolezza e mi ha donato un’umanità che porta il tuo profumo.
Ti sei fatto vicino in chi mi ama e mi resta accanto nonostante i miei demeriti e le mie iniquità. Quando, dinanzi a realtà schiaccianti e paralizzanti, ho sperimentato l’impotenza, lì ti ho riconosciuto, nella tua somiglianza alla tua dolce Madre la quale, impotente, stava sotto la croce nel tempo della tua agonia: con cuore spezzato lei rimaneva, inerme, ma certa che dalle tenebre di quelle ore sarebbe sgorgata la luce della liberazione da ogni male. Ti ho incontrato nella bellezza della fraternità con cui ho condiviso il cammino, in cui ciascuno diventa dono prezioso e l’unità è possibile solo se si muore al proprio egoismo. Mi hai parlato nell’umiltà di quella gente, nella loro povertà e semplicità, nella volontà di quei bambini e quei ragazzi di entrare in relazione con lo straniero venuto a visitarli e ad animarli. E, con stupore, ti ho indegnamente intravisto persino dentro di me: nel mio tumulto di sentimenti contrastanti e nelle mie fragilità ho sentito il tuo sussurro dolce che non condanna e che mi dice che, in fondo, tu credi in me più di quanto io creda in te.
Credi in me perché, nel tuo modo gentile, hai deciso di manifestare la tua gloria anche a me. E la mia penna vuole tradurre in parole ciò che custodisco nel cuore, la gratitudine e l’aver visto la tua gloria manifestarsi. Vorrei che il viaggio missionario di un singolo diventi l’esperienza collettiva di un cammino che conduce innanzitutto a te e che da te giunga al cuore di tutti. Ti ho riconosciuto, Signore, nella storia della tua Chiesa in Albania, segnata dal sangue del martirio durante la lunga notte della percuzione, quando un potere umano pretendeva di cancellare il tuo nome dalla terra e dai cuori. Ma tu, Signore, non ti lasci bandire: sei rimasto nascosto nei piccoli, nelle lacrime silenziose dei tuoi fedeli e da lì è germogliata vita nuova. Eppure, a proposito della fede, ti devo confessare, o Dio, che ho pensato: forse chi semina il bene senza credere in te è ancor più degno di lode di chi, credendo, spera nella ricompensa eterna per le buone opere fatte.
Perché egli non attende premio, ma ama gratuitamente e trova pace semplicemente nell’amore donato. Ma subito il cuore mi ammonisce: nessun bene è senza di Te, perché ogni scintilla di verità e di amore porta la tua firma, anche se molti non sanno leggerla. Tu sei la radice di ogni bontà, anche dove non sei nominato. Ed io ti benedico perché mi hai dato occhi di fede per decifrare i segni della tua scrittura, segni tracciati nella storia del mondo, segni incisi anche nelle oscurità della mia anima. Ti benedico perché non hai reso opaca al mio sguardo la tua presenza. Scrivi anche la mia storia, o Dio, scrivila tu, perché io non so, soprattutto dopo essere rimasto folgorato dal tuo splendore nell’esperienza che mi hai concesso di vivere come questa piccola missione. Scrivi dritto sulle mie righe storte, colma le mie mani vuote protese a te, riempi il mio cuore povero e fragile, perché anch’esso diventi lettera del tuo amore.
Possa io, con il tuo aiuto, vivere la missione di dar testimonianza della tua gloria che si è manifestata anche nella terra visitata, e restituire in abbondanza la grazia ricevuta di averti incontrato lungo la strada finora percorsa. Amen.







