Vai al contenuto principale

Missionarie di Maria
SAVERIANE

Rosamistica Bernasconi

Missionarie di Maria Saveriane
382
23 Ottobre 2026

Venerdì mattina 23 ottobre 2026 un po’ prima delle h. 6.00, ci ha lasciato la nostra sorella Rosamistica Bernasconi. Aveva 89 anni.

Rosamistica nasce il 22 agosto 1937 a Oltrona San Mamette (CO), primogenita di papà Luigi e mamma Giovanna; il fratello Ernesto nascerà tre anni dopo. Conseguita la licenza elementare, frequenta la Scuola di Avviamento Professionale a tipo commerciale; a 16 anni inizia a lavorare nel settore tessile. È impegnata nell’Azione Cattolica e in questo ambiente matura la sua vocazione.

Lei stessa racconta: “Eravamo a un incontro di Azione Cattolica e ci siamo soffermate su un passo dell’Apocalisse: «Ma perché sei tiepido, e né caldo, né freddo, io sto per vomitarti dalla mia bocca». Riflettei a lungo sulla mia tiepidezza e decisi di impegnarmi di più. Cominciai a dare un senso alle mie giornate con la partecipazione alla messa, la meditazione, la testimonianza nell’ambiente di lavoro, la partecipazione ad incontri. Di giorno in giorno conobbi meglio Dio e gustai la gioia di appartenergli e desiderai testimoniarlo tra coloro che mi vivevano accanto. Come Azione Cattolica di Milano avevamo fatto il gemellaggio con la missione di Kariba. Questo mi aiutò ad allargare al mondo il mio pensiero. Il mio direttore spirituale mi parlò delle Missionarie di Maria. Andai a conoscerle... e vi tornai per rimanere”.

Il 27 ottobre 1963, Rosamistica entra tra le Missionarie di Maria, a Parma e il 2 luglio 1967 emette la prima professione religiosa.

Trascorre alcuni anni in Casa Madre, come addetta all’economato della casa, poi come economa. Sono anni difficili dal punto di vista economico e Rosamistica più volte sperimenta la straordinaria fiducia di Madre Celestina nella Provvidenza.  È anche consigliera di comunità, poi vicedirettrice.

Il 2 luglio 1973 emette i voti perpetui, a Parma.

Il 7 febbraio 1974, dopo il corso di preparazione al CEIAL di Verona, parte per l’Amazzonia brasiliana, sua prima destinazione alla missione. Dopo lo studio della lingua portoghese, inizia a operare nella pastorale, prima ad Acarà, poi a Barcarena e infine ad Abaetetuba. Come lei stessa scrive, gode della crescita che l’incontro con la parola di Dio produce nelle singole persone e nelle comunità ecclesiali: una vera trasformazione personale e sociale.

All’attività pastorale, si aggiungono dei servizi interni: è direttrice di comunità, poi Delegata generale della Delegazione dell’Amazzonia appena eretta. La sua salute risente di tante responsabilità. Nel 1977, rientra in Italia per cure.

A parte alcuni mesi a Ceggia (da settembre 1980 ad aprile 1981) come addetta alla Casa di Riposo, rimarrà sempre in Casa Madre. È vicedirettrice a due riprese, per brevi periodi. Di lei ricordiamo, in particolare, i lunghi anni trascorsi in portineria, un servizio che Rosamistica presta con amore e generosità. Accogliente e discreta, mette tutti a proprio agio; competente e precisa, dà sicurezza. Frequenta con fedeltà la parrocchia della Trasfigurazione: partecipa al gruppo di catechesi degli adulti, porta la comunione agli ammalati; coltiva delle belle amicizie, durature nel tempo.

Nel 2017, le sue condizioni di salute iniziano a peggiorare. Rosamistica si affida con docilità alle cure delle sorelle e del personale, da cui diventa sempre più dipendente e verso il quale manifesta gratitudine.

Rosamistica era una persona mite, buona, riservata; capace di ascolto, sensibile e vicina alle persone. Era molto generosa. La sua sensibilità era anche il suo punto fragile.

Amava la nostra Famiglia e la sua vocazione; con la vita, più che con le parole, attirava le persone. Il confratello Missionario saveriano p. Carlo Girola, suo compaesano, raccontava volentieri l’influenza che Rosamistica aveva avuto sulla sua vocazione.

Amava suo fratello e i suoi familiari; teneva i contatti con varie persone del suo paese.

L’attività di Rosamistica era nutrita dalla preghiera. Negli ultimi tempi il nome di Gesù affiorava spesso sulle sue labbra come richiesta: “Gesù, aiutami!”.

Cara Rosamistica, grazie per il dono della tua vita. Adesso, sei nella gioia di Dio. Ci piace pensare che il Signore che hai servito in tanti fratelli e sorelle, ora, strette le vesti ai fianchi, ti fa mettere a tavola ed è Lui che passa a servirti (cf. Lc 12, 37).

Tu, che sei stata una donna di pace, intercedi pace per noi, per i tuoi familiari, per il mondo intero.