Donatella Norese
Venerdì 22 maggio, verso le 16.30, la nostra sorella Donatella Norese è tornata alla Casa del Padre. Aveva 77 anni.
Donatella nasce S. Salvatore Monferrato (AL) il 6 febbraio 1949, terzogenita (dopo Vittorio ed Elisabetta) di papà Emilio e di mamma Alba. Dopo le scuole medie, frequenta l’Istituto d’Arte ad Acqui Terme, poi a Mantova, dove, nel 1970, consegue il Diploma di Maturità d’Arte Applicata. Inizia a insegnare; è impegnata nell’Azione Cattolica, nel gruppo Missionario e nella San Vincenzo. L’incontro con un Missionario Saveriano accende in lei il desiderio di donare la sua vita per la missione. Il 17 febbraio 1975 entra nella nostra Famiglia missionaria. Il 18 giugno 1978 emette i primi voti.
Fino al 1982 presta vari servizi nella nostra comunità di Casa Madre e presso i Missionari Saveriani (a Parma e a Roma). È anche addetta alla Segreteria generale.
Nel 1983 viene destinata agli Stati Uniti. In occasione della sua partenza scrive: “Un desiderio grande è nel mio cuore: essere tra quei fratelli segno, presenza dell’Amore di Dio per tutti gli uomini, avere la capacità di riconoscerlo presente in mezzo a loro, poiché vere sono le parole di Gesù nel Vangelo: «… Ogni volta che avete fatto queste cose ad uno solo di questi miei fratelli l’avete fatto a me». So che tutto questo non è facile e che quel che farò sarà solo una piccola goccia, ma credo e spero nella potenza di Chi sa trasformare il poco in molto”.
L’8 settembre 1985 Donatella fa la professione perpetua a New York. In quella circostanza scrive:
“«Andate in tutto il mondo ...annunciate il Regno di Dio...» «io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo...», ...non sarai tu a parlare, ...io ti metterò sulla bocca le parole...». Queste sono le motivazioni che mi hanno spinto anni fa a lasciare la mia famiglia, i miei progetti, la mia vita per seguire Cristo. Adesso come allora è valido questo invito di Gesù a seguirlo per sempre.
Tutte le mie debolezze, i miei limiti sono trasformati dalla sua potenza. «Nulla è impossibile a Dio». Le cose più difficili, quelle che non penseremmo mai di essere capaci di fare, sono possibili se ci fidiamo di questa forza.
A quelli che mi chiedono che senso ha per te fare la Professione Religiosa e Missionaria in USA, rispondo che per me non è importante essere in questo Paese o nel cuore dell’Africa o nelle Comunità di Base dell’America Latina, quel che vale è annunciare con la vita l’Amore che Dio Padre ha per tutti gli uomini”.
Donatella viene destinata alla comunità di Worcester, dove svolge il servizio di aiuto economa e si dedica in particolare alla pastorale con gli anziani. Dopo un tempo trascorso a Brooklyn per lo studio della lingua spagnola, dal 1987 al 1993 è impegnata nell’apostolato con la comunità ispana. In questo tempo trascorre un breve periodo a Parma, per i documenti, e segue alcuni corsi all’ISME (1989).
Nel 1993 rientra in Italia in Casa Madre, come addetta alla Segreteria generale, servizio che porterà avanti fino al 2005, con una interruzione per assistere la mamma ammalata (gennaio 2002-settembre 2003).
Dal 2005 al 2013 è assegnata alla comunità dell’ISME, come addetta alla cucina, con periodi di assenza per assistenza alla sorella. Nel 2006 iniziano a manifestarsi i segni del Morbo di Parkinson. In aprile 2013, viene ricoverata all’Ospedale Maggiore di Parma per una setticemia, da cui riesce a riprendersi, anche se ne porterà le conseguenze. Bisognosa di cure, viene in Casa Madre, assistita con amore dalle sorelle e dal personale. In questi anni, le sue condizioni di salute peggiorano lentamente, ma in modo progressivo, fino alla morte.
Ricordare Donatella è ripensare agli anni della nostra prima formazione, a tutte le esperienze vissute insieme, dal nostro gruppo di lavoro per preparare le dispense delle lezioni dei Padri saveriani, alle belle escursioni in montagna nelle vacanze estive, alle condivisioni nei vari incontri. Era silenziosa, ma presente, capace di amicizia e di rapporti personali profondi; sensibile e timida, ma anche determinata nel portare avanti le sue convinzioni e ideali. Era un’artista, fine, amante del bello; amava la natura in cui vedeva il riflesso del Creatore.
Era sobria per sé, ma molto attenta ai bisogni degli altri, soprattutto dei poveri. Aveva una grande sensibilità verso gli ammalati e le persone fragili. Era una persona di preghiera: amava la sua vocazione missionaria. Era molto legata alla sua famiglia naturale.
In tutti questi anni di malattia, non si è mai lamentata, la si vedeva serena. Manifestava sempre la gioia per una visita; finché ha potuto, ha partecipato ai momenti comunitari, ascoltava le notizie, comunicava con amici e familiari, si interessava della salute di chi andava a trovarla. Poi, per comunicare, le sono rimasti il sorriso e, alla fine, solo i suoi grandi occhi neri.
Cara Donatella, grazie per esserci stata sorella nell’attività e nella malattia; per il tuo abbandono fiducioso in Dio, la tua resilienza nella sofferenza, il tuo amore alla missione e ai poveri. Ora ti pensiamo nella gioia eterna, a contemplare il volto misericordioso del Padre. Prega per noi, per i tuoi cari. Tu, che sei stata una portatrice di pace, intercedi la pace per il mondo intero.
Riposa in Dio.

Donatella con la sorella Elisabetta




