Maddalena Stocco
Lunedì 16 marzo 2026, verso mezzogiorno, la nostra sorella Maddalena Stocco è tornata alla Casa del Padre. Aveva 94 anni. Era nata il 14 gennaio 1932 a Castions di Strada (UD), quarta di cinque figli.
Il 24 settembre 1951, a 19 anni, Maddalena entra in Congregazione a S. Lazzaro – PR e il 2 luglio 1955 emette la prima professione. Fino al 1959 resta in Casa Madre come addetta alla maglieria; per due anni è anche consigliera generale. Nell’anno scolastico 1958-59 frequenta le Scuole medie presso le Piccole Figlie e riceve la destinazione alla missione.
Con Wanda De Rosa e a Caterina Loi, Maddalena costituisce il primo gruppo di sorelle inviato in un Paese di primo annuncio: il Giappone! Accompagnate a Genova da P. Giacomo, e da Madre Celestina fino allo scalo di Napoli, le tre sorelle salpano il 30 agosto 1959. Approdano nella Terra del Sol levante il 10 ottobre, dopo sei settimane di viaggio. Con fede, umiltà e perseveranza iniziano il lento e paziente cammino di studio della lingua e della cultura per due anni, prima a Kaizuka, poi a Kobe. Maddalena è poi ad Hashimoto come vicedirettrice della comunità, consigliera ed economa della casa.
Il 2 luglio 1961, a Kobe, emette i voti perpetui. Nel 1970, è incaricata di seguire i lavori di costruzione della casa di Izumi, sede della Delegata, e dell’asilo. È un servizio impegnativo, che comporta anche dei viaggi faticosi. Nel 1971, dopo 12 anni, rientra in Italia per riposo e aggiornamento (Corso di steno-dattilografia; Corsi presso la Croce Rossa).
Il 10 maggio 1973, Maddalena riparte per il Giappone. Rimane otto anni nella comunità di Izumi, con vari incarichi (direttrice di comunità, vice-delegata generale, economa di Delegazione).
Nel 1981 rientra in Italia per l’avvicendamento. Frequenta un Corso di pratica commerciale, poi, dopo un anno come aiuto economa, per quasi trent’anni, fino al 2011, svolge il servizio di economa della casa. Nel 2009 ha la gioia di poter ritornare in Giappone, per alcune settimane, in occasione del 50° anniversario della nostra presenza. Nel 2012 le viene affidato l’incarico di addetta alla biblioteca. Dal 2023 era in cura. Le sue condizioni sono peggiorate progressivamente nelle ultime settimane, fino al sopraggiungere della morte.
Maddalena era figlia della sua terra, il Friuli: abituata fin da piccola al duro lavoro dei campi, era una donna forte, molto attiva, generosa, infaticabile. Estroversa e impulsiva, a volte ci chiedevamo come avesse potuto armonizzarsi con una cultura, quella giapponese, che promuove l’autocontrollo e il dominio dei sentimenti. Eppure, è stato possibile, eccome! Maddalena ha amato intensamente il popolo giapponese ed è stata amata.
Pur non avendo una grande cultura di base (ha sempre rimpianto di non aver potuto studiare!) ha imparato bene la lingua giapponese che ricordava ancora negli ultimi anni. Parlava con amore e stima del popolo giapponese e della sua cultura. Aveva una profonda spiritualità, un grande amore alla Madonna (una devozione alla “sua” Madonna di Castelmonte), e a Gesù “realmente presente nell’Eucaristia”.
Era affabile e facilmente stabiliva dei rapporti con la gente, delle belle amicizie durature nel tempo, non solo con qualche sorella, ma anche con persone che veniva a conoscere attraverso il suo servizio di economa.
Si coltivava con la lettura, finché ha potuto. Purtroppo, l’affievolirsi progressivo della vista e dell’udito l’hanno portata a un isolamento sempre maggiore di cui ha sofferto molto. Ci teneva alla comunità e alla compagnia delle sorelle. Amava la sua famiglia naturale, la sorella Maria, i fratelli, i nipoti. Comunicava spesso con suo fratello Luciano, l’unico rimasto.
Cara Maddalena, i tuoi occhi, azzurri come il cielo, che tanto colpivano il popolo giapponese, ora si riempiono della contemplazione del Volto di Dio, di quella Misericordia infinita che hai sperimentato e annunciato durante tutta la tua vita. Grazie di esserci stata sorella e del bene che ci hai voluto. Siamo certe che continuerai a pregare per noi, per la tua famiglia naturale, per il Giappone. Riposa in pace.
Casa Madre, 18 marzo 2026




