Maria Marrocco
Lunedì 2 marzo alle h. 10,30 la nostra sorella Maria Marrocco è tornata alla Casa del Padre. Aveva 96 anni… ne avrebbe compiuti 97 proprio oggi! Maria infatti nasce a San Mauro Cilento (SA) il 4 marzo 1929, da papà Francesco e da mamma Mariannina. Ha una sorella e due fratelli.
Maria entra in Congregazione a San Lazzaro – Parma il 22 luglio 1953. Il 2 luglio 1957, sempre a San Lazzaro, emette la prima professione religiosa. È poi chiamata a svolgere servizi vari prima alla Scuola Materna di San Lazzaro (per due anni), poi per altri due, presso l’Istituto Saveriano Missioni Estere, a Parma, dove è anche direttrice di comunità.
Nel 1962 presta servizio come responsabile della cucina in casa madre per un anno, poi, dopo la professione perpetua (il 2 luglio 1963 a San Lazzaro – Parma), svolge lo stesso incarico presso l’ISME, per 4 anni.
Nel 1968, a Roma, consegue il diploma di Scuola media e a Parma, a luglio 1970, quello di Infermiera professionale. Nello stesso anno frequenta anche il Corso di Leprologia a Fontilles in Spagna. Di ritorno a Parma, Maria è di nuovo responsabile della cucina presso l’ISME per altri sei anni; è poi aiuto cuoca in casa madre. Dopo un anno di aggiornamento a Roma (Corso di Catechesi missionaria e Corso di geriatria), Maria è inviata come infermiera prima a Ceggia, presso la nostra Casa di Riposo (1978-1980), poi a Napoli – Posillipo presso la Casa di Cura dei Missionari Saveriani.
Per l’aggravarsi delle condizioni di salute della mamma, considerata la fragile salute della sorella, Maria chiede e ottiene, prima dalla Direttrice generale con il suo Consiglio, poi dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, il permesso di assenza dalla comunità per occuparsi della loro assistenza. Dopo il decesso della mamma (il 10.09.1991), Maria continua a restare in famiglia per assistere la sorella, prima con un permesso di assenza, poi su suggerimento della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, con l’indulto di esclaustrazione.
Nel 2016, deceduta la sorella, Maria rientra in comunità, in casa madre. Adesso è lei ad aver bisogno di cure e di assistenza che le vengono profuse con amore dalle sorelle e dalle operatrici. Nelle ultime settimane le sue condizioni peggiorano progressivamente, fino al sopraggiungere della morte. Se ne è andata come desiderava: morire “da saveriana”.
La sua lunga assenza dalla Congregazione non ha mai spento in lei il suo affetto per la nostra Famiglia. Lo manifestava con una telefonata in alcune ricorrenze particolari, oppure con la calda accoglienza che riservava alle sorelle che in qualche occasione le facevano visita. Era rimasta sempre molto legata anche ai Missionari saveriani, di cui conservava preziosamente i vari piccoli segni di riconoscenza che le venivano dati quando andava per la cucina nei mesi estivi. Era molto legata anche al nipote Flavio e alla sua famiglia.
Maria aveva un’attenzione particolare per sua sorella Flora che assisteva con tantissima attenzione, ma era anche sempre pronta a rispondere, con generosità e disponibilità, alle richieste di vari malati in paese, soprattutto quando avevano bisogno delle sue prestazioni professionali. Maria era buona e servizievole verso tutti.
Amava la preghiera. Con sua sorella Flora pregavano tanto: diceva che la loro casa era quasi un santuario. Anche in casa madre, poi, finché ha potuto, era fedele alla preghiera e animava il Rosario quotidiano. Ha vissuto con serenità l’arrivo in casa madre, a 87 anni, pur consapevole del fatto di non potere più rendere un servizio alla Congregazione e di essere ora lei bisognosa di assistenza. Di certo le sarà arrivata anche qualche frecciatina in merito, ma lei è rimasta serena. Era a casa, aveva ritrovato le sue sorelle!
Grazie, Maria. Ci hai testimoniato la bellezza di una vita vissuta nel dono di sé e hai permesso anche a noi di vivere la gratuità nei tuoi confronti. Prega per noi e per la tua famiglia naturale. Grazie di esserci stata sorella.
Riposa in pace.
Parma, 4 marzo 2026




