Giovani e Vescovi?
Sabato 6 novembre 2021 le lunghe e secolari navate del Duomo di Milano hanno ospitato l’evento “Giovani e Vescovi”, il dialogo sinodale tra duecento giovani e i vescovi lombardi. Le penne e i cuori dei Pastori di Lombardia hanno raccolto le preoccupazioni, le considerazioni e le proposte dei giovani che sono state schiette, sincere e trasparenti. Cinque aree tematiche di lavoro e discussione: gli affetti e il dono di sé, la vocazione e il mondo del lavoro, i riti, l’ecologia e l’intercultura. Al tavolo degli affetti ho potuto toccare con mano tre cose in particolare: il desiderio dei giovani di donarsi e farlo con totalità, la percezione urgente di un rinnovamento nella Chiesa e la presenza di domande esistenziali e di fede vive, intatte e ben definite. Era palpabile la sete di risposte sapienziali, incarnate e non preconfezionate e granitiche. Abbiamo discusso di temi come la sessualità e l’omosessualità, le convivenze, la preparazione al matrimonio, il fidanzamento e la dimensione dei single. Temi ovviamente scottanti nel panorama ecclesiale e forse percepibili ancora più urgenti nel contesto sociale e politico attuale. Mi ha colpito molto che nonostante la pluralità di linguaggi, le diverse età, gli stati di vita e gli svariati carismi di ciascuno, le intuizioni fossero quasi le stesse.
Incredibile? Con ogni probabilità è lo Spirito che “plasma e fermenta” come cantava Turoldo. Ho trovato i vescovi - in modo particolare mons. Napolioni, presente al nostro tavolo - veramente aperti, scrupolosamente attenti ai nostri interventi e alle nostre proposte. Non sono mancate domande provocatorie e a tratti insidiose: anche qui i Pastori, con spirito di ascolto e di discernimento hanno captato e segnato pure queste, senza sottrarsi e senza giudizio. Un momento davvero profetico. La giornata ha avuto un piacevole profumo di comunione: giovani e giovanissimi a mangiare assieme ai propri vescovi, chiacchierando assieme. Veramente una chiesa domestica dal sapore di pane. Un grande vescovo, don Tonino Bello diceva che presto la fioritura della primavera spirituale inonderà il mondo: con la mia partecipazione alla giornata, posso dire di aver percepito un bocciolo impregnato di profezia. I giovani non si sono tirati indietro e la presenza intellettuale, impegnata e copiosa lo dimostra. I lavori sono solo all’inizio e continueranno. “Credere o meno, per me dipende dagli incontri che uno fa nella vita e soprattutto dalla provocazione di certe parole che ti vengono rivolte”, il comico Giacomo Poretti conclude così la giornata. Ebbene, gli incontri fatti durante l’evento sono stati tanti, energici e belli, vitali: segno di una Presenza viva che ci accompagna. Le parole dette o sussurrate, le nostre, si sono vestite di provocazione, freschezza e fermo desiderio di vita e rinnovamento. È solo l’inizio, attendiamo assieme questa possibile primavera!






