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Missionarie di Maria
SAVERIANE

La sessualità

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13 Maggio 2021

La volta scorsa ho cercato di darvi qualche consiglio che potesse essere utile per comprendere se la persona con la quale desiderate iniziare una relazione, o che magari già è il vostro fidanzato o fidanzata, sia veramente la persona giusta per voi. Per fare questo ho analizzato le tre fasi della cotta, dell'innamoramento e dell'amore ossia la fase fisica, psichica e spirituale. Ovviamente quando si parla di amore non si può fare a meno di affrontare l'argomento complesso e difficile della sessualità.

Quando si parla di sessualità, soprattutto per quanto riguarda voi giovani, lo scoglio più arduo da superare è rappresentato dai rapporti prematrimoniali o comunque al di fuori del matrimonio. La maggior parte dei ragazzi considera l'opposizione della Chiesa a questo tipo di relazione una presa di posizione retrograda e insensata. In realtà non è così e vorrei cercare di spiegarvi il perché. Per fare questo occorre partire da una premessa.

Se leggiamo l'enciclica “Gaudium et Spes”  troviamo questa definizione: "l'uomo è spirito e corpo, una cosa sola". Ciò significa che per il cristianesimo non esiste alcuna divisione fra spirito e corpo. Questa è la nostra condizione di uomini: siamo spirito incarnato. Perciò ogni atto umano è sia un atto fisico che un atto spirituale: con il nostro corpo esprimiamo il nostro spirito. Giovanni Paolo II diceva che il corpo è un profeta che parla e rivela, in ogni momento, il nostro stato d'animo, i nostri sentimenti e le nostre emozioni. In un certo senso potremmo dire che noi siamo anche il nostro corpo e che con esso ci identifichiamo, ci esprimiamo, comunichiamo con gli altri e agiamo nel mondo.

Avere un corretto rapporto con il nostro corpo e usarlo nel modo giusto è dunque fondamentale per la nostra felicità.

La seconda premessa che ritengo importante fare è che qualsiasi atto umano può essere di due tipi: autentico o fasullo, onesto o disonesto, sincero o ipocrita a seconda del fatto che ciò che il nostro corpo esprime, in un dato momento, rifletta o meno il sentire del nostro spirito. Ad esempio anche un bacio, che è un atto del corpo, può essere autentico se lo spirito è concorde con questa azione, ma può anche essere menzognero nel caso in cui non ci sia reale corrispondenza con lo stato d'animo di chi lo dà (pensiamo al bacio di Giuda).
Questo vale ovviamente anche per l'atto sessuale il cui nome è "fare l'amore". Infatti se, nel momento in cui il nostro corpo compie questo atto, il nostro spirito non è sintonizzato, cioè non prova amore, l'atto perde la sua autenticità e diventa falso, ipocrita, indegno.

A questo punto mi si potrebbe obiettare che allora è sufficiente essere veramente innamorati per poter fare l'amore senza peccare. Non avrebbe quindi senso il divieto ai rapporti prematrimoniali imposto dalla Chiesa. Dobbiamo però fare un ulteriore passo avanti.

Sicuramente la premessa per un rapporto sessuale sano e autentico risiede nel fatto che entrambi i partner si amino veramente e profondamente, ma questo comporta due importanti conseguenze: l'unicità e la fedeltà.

Non è possibile l'amore senza fedeltà perché l'amore è il dono di se stessi e se, dopo un certo periodo di tempo, decidiamo di riprendere indietro questo dono, significa che non era realmente un regalo. Lo stesso vale per l'unicità poiché non possiamo regalare la stessa cosa a più persone, ma ad una persona soltanto.

Amare comporta quindi fedeltà e unicità e fare l'amore significa diventare una cosa sola col partner, è accesso totale all'intimità dell'altro e dono totale della propria intimità.

Questo è ciò che corpo e spirito in sintonia devono esprimere, altrimenti siamo nella menzogna.
La società moderna, soprattutto per motivi economici, ha scisso l'erotismo, che è una parte dell'amore, dall'amore stesso trasformandolo così in qualcosa di indegno e pornografico. Non ci si può però accontentare della fasulla interpretazione della sessualità che ci viene proposta oggi: senza fedeltà, senza amore, senza nobiltà, perché non c'è felicità vera per chi confonda l'amore con il sesso. È questo che la Chiesa, con le sue regole apparentemente assurde e incomprensibili, cerca di insegnarci: che avere una vita sessuale disordinata, basata sulla pura ricerca del piacere, sull'edonismo, sull'infedeltà, sulla prevaricazione dell'altro, in realtà distrugge la nostra dignità e ci allontana dalla nostra vera missione nella vita che è quella di amare.
E' ciò che Gesù cerca di spiegare all'adultera quando, dopo averle detto che non la condanna per la sua condotta, le dice “Va e non peccare più”. In realtà, la corretta traduzione di quella frase sarebbe “Va e non farti più del male”. Gesù sta dicendo a quella donna, ed anche a tutti noi, che una vita sessuale sbagliata danneggia prima di tutto noi stessi.

Perché due fidanzati non possono fare l'amore prima del matrimonio? Perché non hanno ancora definitivamente donato la propria vita all'altro e dunque, con l'atto sessuale, si troverebbero nella menzogna perché compirebbero con il corpo un'azione che non rispecchia la verità della loro vita. Mentre con il corpo dicono "siamo una cosa sola, ti prendo mi dono a te completamente", la loro vita dice invece "stiamo insieme finché stiamo bene, finché ci va". Questa è una mistificazione che oltretutto comporta la necessità di scindere la sessualità dalla possibilità della genitorialità, sdoganando una visione distorta e incompleta in cui il corpo è ridotto a semplice strumento di piacere.

Il corpo è invece un dono meraviglioso da consegnare con stile, con disciplina, con dignità, riservando la propria intimità per la persona giusta e per il momento giusto e, alla luce di quanto abbiamo detto, risulta chiaro come questo possa essere possibile solo all'interno del matrimonio.
Purtroppo a causa del nostro gusto per il trasgressivo abbiamo aperto la porta a cose torbide, inserendo nella nostra vita vere e proprie cellule tumorali, come la pornografia o la prostituzione che deturpano il nostro corpo e la nostra mente e che ci allontanano da quello che è l'unico scopo lecito del corpo, cioè l'amore. Esse ci contaminano irrimediabilmente rubandoci la possibilità di sviluppare una sana vita sessuale, togliendoci la dignità, la tenerezza e il rispetto per il partner e per noi stessi.

Per proteggerci da tutto ciò, Dio ci ha donato il senso del pudore, cioè l'attitudine a difendere la sessualità da tutto ciò che è sordido e indegno, sia durante la giovinezza che nell'ambito del matrimonio. Il pudore è rispetto, corteggiamento, è bellezza, cura, dono. Basta infatti molto poco per distorcere la libido di un ragazzo, per far nascere nella mente desideri insani, per far sembrare lecite o normali cose che non lo sono affatto, per deviare e diseducare i gusti.

Ma il nostro corpo è fatto per amare. L'amore è il linguaggio proprio della sessualità ed è aberrante quando questa viene deviata e distorta, ridotta a puro piacere fisico, ad una sorta di infantile ed egocentrica ricerca di appagamento, trasformando il partner in uno strumento al nostro servizio.

Concludendo direi che la domanda che dobbiamo porci è se siamo disposti ad accontentarci di un'affettività mediocre, basata solo sulla ricerca del nostro piacere e della nostra gratificazione, o se puntiamo qualcosa di più grande, di sublime, perché il nostro corpo non è uno strumento di affermazione o di auto gratificazione.
Il nostro corpo è strumento d'amore.

Chiara Brunelli

Nata a Parma, sposa e madre di due figli. Nel 2014 riceve il dono della Fede e si appassiona allo studio della Bibbia e della teologia. Si impegna come catechista dei giovani e degli adulti e contribuisce alla diffusione del percorso delle Dieci Parole e dei Sette Segni seguendo l'ispirazione di don Fabio Rosini. Attualmente si occupa soprattutto dell'accompagnamento dei ragazzi, credenti e non credenti, che desiderano approfondire il proprio cammino di fede. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.