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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Il grido dei giovani

Mariana Ferrara
911
07 Aprile 2021

Antonella, suora missionaria saveriana, mi ha chiesto di scrivere della mia esperienza di animatrice con i giovanissimi della Parrocchia di Passiano, una frazione di Cava de’ Tirreni.

Insieme a Cristina, suora francescana alcantarina, e a Raffaele, animatore, da un paio d’anni camminiamo insieme a Vincenzo S., Antonio, Natalia, Anna Maria, Giovanni S., Anna, Sara, Elvira, Giovanni A., Francesca, Raffaele e tanti altri ragazzi e ragazze.

Nel periodo di lockdown ci siamo fermati con gli incontri, anche noi siamo rimasti senza parole per alcuni mesi. Poi un giorno con suor Cristina e Raffaele ci siamo risentiti e abbiamo deciso di continuare i nostri incontri online. Sebbene fosse una modalità non usata prima, abbiamo voluto rischiare.

Ciò che abbiamo subito notato nei ragazzi era un grande desiderio di “rivederci”, di essere ascoltati, di parlare di alcune tematiche. Tutto ciò ci ha spinto ad impegnarci ancora di più per loro, abbiamo imparato ad usare un po’ meglio i mezzi di comunicazione e il venerdì sera è stato, come già lo era, il nostro giorno per incontrarci.

Nei ragazzi abbiamo percepito anche tanto dolore, alcuni hanno perso persone care a causa del Covid, alcuni sono dovuti restare per mesi chiusi in casa in isolamento, alcuni hanno trascorso dei giorni nerissimi,  sfiorando la depressione.

Le notizie al telegiornale erano perlopiù negative, erano frequenti casi di morte da Covid, di omicidio, di femminicidio, di suicidio (“Allarme suicidi tra i giovani: con la pandemia aumentati del 20%”). È stata questa la goccia che ha fatto traboccare il mio vaso pieno di tristezza per ciò che stava accadendo. Avendo passione e attenzione per i giovanissimi, mi sono chiesta cosa spinga a simili gesti, se ci stiamo davvero ascoltando in questo periodo o se facciamo piuttosto una corsa con i nostri lavori e ci dimentichiamo di chiedere all’altro “Come stai?”, avendo cura di ascoltarne la risposta, di guardarlo, insomma di intessere relazioni autentiche e profonde.

 

Il profeta Isaia dice: «Anche i giovani faticano e si stancano, gli adulti inciampano e cadono» (Is 40,30). Mi unisco alla sua voce e aggiungo: anche i giovani si stancano, anche i bambini, i ragazzi, si stancano e sono stanchi, tanto. Non solo per le lezioni in DAD, c’è molto di più dietro la stanchezza, la noia, il volersi isolare. E ci sono vari tipi di gridi: silenzioso di chi piange (quante lacrime inascoltate), muto di chi rimane chiuso nella stanza per ore (anche settimane, mesi, anni), forte di chi urla contro gli altri, violento di chi si fa del male sul proprio corpo (quanti gesti autolesionistici nascosti sotto i vestiti)…

Ogni gioia e ogni sofferenza di una persona ha la sua importanza. La sofferenza o la gioia di un adulto non è più importante della sofferenza o della gioia di un bambino e viceversa.

Credo e continuerò a credere con tutta me stessa che la via dell’ascolto e del dialogo attenti sia davvero necessaria per poter camminare insieme, tra genitori e figli, amici, studenti, colleghi, lavoratori… noi tutti. E il dialogo è più faticoso quando bisogna parlare di cose forti, di problemi… ma può la fatica essere più forte dell’amore per l’altro? No. L’amore è più forte di ogni paura, anche della paura di ferire o di essere ferito, l’amore supera ogni muro, anche quello creato dalla comunicazione tra generazioni diverse. E laddove non arriviamo noi, arriva Dio. Egli ascolta il grido di ogni sofferente, di noi tutti, ed interviene. “Nessuno ti sente, ma io sì”, canta Laura Pausini nella sua canzone “Io sì”, che sembra proprio essere una canzone d’amore di Dio per ogni persona che grida aiuto.

Grazie. Spero che ognuno di noi possa mettersi in discussione per aiutarci l’uno con l’altro a vivere bene e meglio, con delicatezza, fortezza e tenerezza, e con la fiducia che «quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi» (Is 40,31).

grido