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Missionarie di Maria
SAVERIANE

La conversione (2): abbraccio di Cristo

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24 Febbraio 2023

Di nessun personaggio del Primo e del Nuovo Testamento ci è stata tramandata la chiamata/conversione in modo così importante letterariamente come per Paolo. Come si è visto, il libro degli Atti la tramandano tre volte e Paolo ne abbozza i tratti in Gal 1. Quale può essere il motivo di tanta ricchezza? Si potrebbero supporre varie ipotesi di significato.

  1. Luca negli Atti, vuole trasmettere la certezza che Paolo non ha scelto arbitrariamente di predicare il Vangelo – cosa difesa anche in Galati – ma ha ricevuto direttamente da Dio la missione verso i pagani.
  1. I particolari visivi (luce) e sonori (voce) rappresentano un qualcosa di materiale e tangibile che rende la testimonianza maggiormente credibile e adatta ad essere trasmessa narrativamente tra le comunità.
  1. I destinatari letterari (coloro a cui sono indirizzati i discorsi nel testo) sono Teofilo, esempio di battezzato della seconda/terza generazione (cap. 9); i Giudei di Gerusalemme (cap. 22) e il re Agrippa (cap.26). Ciò significa che la conversione di Paolo è “interessante” per ogni categoria di persona e di comunità. Per questo Paolo non è solo uno tra gli apostoli, ma un missionario che, pur non avendo conosciuto personalmente Gesù, ha ricevuto la stessa missione dei Dodici: annunciare il kerygma evangelico.
  1. Paolo è il modello di ogni “battezzato della seconda ora”, di ogni appartenente alla comunità, che si trova in posizione differente da Pietro e compagni. Paolo riveste il ruolo esemplare di colui che segue Gesù, appartiene alla Chiesa, medita la Parola del Maestro e ne trae insegnamenti e ispirazioni per il presente.
  1. Il ricorso ad Anania per la guarigione e per essere battezzato comunica la convinzione della Chiesa primitiva che la parola di Gesù si trasmette e si comprende attraverso la comunità e i fratelli. Luca ha sottolineato che il cristianesimo non è un fatto legato esclusivamente a visioni o prodigi, ma incentrato sulla fiducia reciproca, sulla trasmissione della testimonianza, sulla condivisione della fede nella persona di Gesù Cristo.

Tale vicenda di Paolo è così centrale per la Chiesa nascente, che è stata confermata più volte con colorazioni diverse e mirate. Bisogna ribadire che l’intento principale degli scritti neotestamentari non è cronologico o cronachistico, ma la comunicazione che l’opera iniziata da Dio Padre nel primo Testamento è sancita e perfezionata dal Figlio di Dio. A Damasco si verifica l’episodio centrale dell’evangelizzazione successiva alla vita del Maestro. Sono gli apostoli e la comunità a dover allargare i confini dell’annuncio e ad avvolgere ogni uomo, anche oltre la cerchia dei prediletti ebrei.

Paolo rappresenta la dilatazione dell’abbraccio di Cristo ad ogni uomo; la sua conversione è la conferma che Dio continua a scegliere in modo gratuito e generoso senza riserve né preferenze escludenti. Saulo, giudeo osservante e avverso ai cristiani, viene scelto per diventare il Paolo delle genti, dedito all’annuncio e all’edificazione delle comunità cristiane.

Michele Corona

Sposato con Emanuela, vive in provincia di Oristano. Licenziato in Teologia Morale e Scienze bibliche. Dottore di ricerca in epigrafia semitica. Collabora con varie diocesi, parrocchie e istituzioni di vario genere nella divulgazione biblica e nella riflessione credente a partire dalla Parola di Dio. Giornalista e appassionato di comunicazione, con la propensione per la didattica.