La conversione (2): abbraccio di Cristo
Di nessun personaggio del Primo e del Nuovo Testamento ci è stata tramandata la chiamata/conversione in modo così importante letterariamente come per Paolo. Come si è visto, il libro degli Atti la tramandano tre volte e Paolo ne abbozza i tratti in Gal 1. Quale può essere il motivo di tanta ricchezza? Si potrebbero supporre varie ipotesi di significato.
- Luca negli Atti, vuole trasmettere la certezza che Paolo non ha scelto arbitrariamente di predicare il Vangelo – cosa difesa anche in Galati – ma ha ricevuto direttamente da Dio la missione verso i pagani.
- I particolari visivi (luce) e sonori (voce) rappresentano un qualcosa di materiale e tangibile che rende la testimonianza maggiormente credibile e adatta ad essere trasmessa narrativamente tra le comunità.
- I destinatari letterari (coloro a cui sono indirizzati i discorsi nel testo) sono Teofilo, esempio di battezzato della seconda/terza generazione (cap. 9); i Giudei di Gerusalemme (cap. 22) e il re Agrippa (cap.26). Ciò significa che la conversione di Paolo è “interessante” per ogni categoria di persona e di comunità. Per questo Paolo non è solo uno tra gli apostoli, ma un missionario che, pur non avendo conosciuto personalmente Gesù, ha ricevuto la stessa missione dei Dodici: annunciare il kerygma evangelico.
- Paolo è il modello di ogni “battezzato della seconda ora”, di ogni appartenente alla comunità, che si trova in posizione differente da Pietro e compagni. Paolo riveste il ruolo esemplare di colui che segue Gesù, appartiene alla Chiesa, medita la Parola del Maestro e ne trae insegnamenti e ispirazioni per il presente.
- Il ricorso ad Anania per la guarigione e per essere battezzato comunica la convinzione della Chiesa primitiva che la parola di Gesù si trasmette e si comprende attraverso la comunità e i fratelli. Luca ha sottolineato che il cristianesimo non è un fatto legato esclusivamente a visioni o prodigi, ma incentrato sulla fiducia reciproca, sulla trasmissione della testimonianza, sulla condivisione della fede nella persona di Gesù Cristo.
Tale vicenda di Paolo è così centrale per la Chiesa nascente, che è stata confermata più volte con colorazioni diverse e mirate. Bisogna ribadire che l’intento principale degli scritti neotestamentari non è cronologico o cronachistico, ma la comunicazione che l’opera iniziata da Dio Padre nel primo Testamento è sancita e perfezionata dal Figlio di Dio. A Damasco si verifica l’episodio centrale dell’evangelizzazione successiva alla vita del Maestro. Sono gli apostoli e la comunità a dover allargare i confini dell’annuncio e ad avvolgere ogni uomo, anche oltre la cerchia dei prediletti ebrei.
Paolo rappresenta la dilatazione dell’abbraccio di Cristo ad ogni uomo; la sua conversione è la conferma che Dio continua a scegliere in modo gratuito e generoso senza riserve né preferenze escludenti. Saulo, giudeo osservante e avverso ai cristiani, viene scelto per diventare il Paolo delle genti, dedito all’annuncio e all’edificazione delle comunità cristiane.






