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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Lodiamo il Signore per le sue meraviglie!

Missionarie di Maria Saveriane
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17 Agosto 2026

Ringraziamo Dio per il dono della nostra Fondatrice, Madre Celestina: il 20 agosto celebriamo l’anniversario della sua entrata nella Luce e nella Gioia eterna del Signore.

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Lodiamo Dio perché l’“Opera” da lei iniziata, pur nella fragilità e nella piccolezza, ha la gioia di continuare ad annunciare il Regno, che si fa presente in modo sempre sorprendente, come frutto della grazia del Signore.

Diamo gloria al Signore per le riflessioni che la nostra amica Elisabetta Melegari ha condiviso con noi:

 

“Un lembo di terra d'Africa o l'anticipo del Paradiso che ci attende?

Questa domanda mi sono fatta partecipando e osservando con stupore ed interesse la gioiosa e dirompente celebrazione della professione perpetua di Françoise e Anne -Marie Rehema, tenutasi il 2 luglio u.s. presso l'istituto dei Missionari Saveriani, unitamente agli anniversari della medesima professione di altre dodici consorelle.

Una cerimonia allestita alla perfezione, un coro spumeggiante di calore e di colori, un'assemblea raccolta in un empatico abbraccio, volti d'ogni luogo geografico, gioia frenetica ma composta. La Chiesa, popolo di Dio, che rimescola nuove voci, visi freschi, sguardi vividi, sorrisi generosi e pacifici.

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Ecco le "contadine" inviate dal Signore a "raccogliere" l'abbondante messe, cresciuta anche a loro insaputa.

Proprio noi, cittadine e cittadini di mondi che si credevano, e si credono, più evoluti, più intelligenti, più "credenti, che abbiamo portato Dio a genti ignare, dovremo abbeverarci alla freschezza della loro fede di donne che hanno accolto Cristo, e se ne sono innamorate.

Un rovesciamento benefico, rigenerante, coraggioso. Nuovi profeti avanzano, procedono con canti e balli verso la tavola del banchetto celeste, eterno e glorioso. Fecondo turbamento dinnanzi a questo tripudio!

Le certezze accumulate negli anni di pratiche religiose rese fragili da questa disinvolta, ma non temeraria né superba confidenza col Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

I corpi armoniosamente accordati con suoni e inni, totalmente partecipi di questa splendida cerimonia. Una stimolante provocazione per sgrossare, potare, alleggerire questa Chiesa ingessata, impaurita, incrostata: richiamo ineludibile ad una purificazione della fede, lasciando che le voci, le vite, i corpi possano esprimersi con naturalezza e senza inutili e ingombranti sensi di colpa, per educare tutti ad avere un rapporto filiale genuino e fiducioso col nostro Padre misericordioso.

Sorelle e fratelli d'altri mondi, pronti ad abbattere confini divenuti insormontabili, chiusure inaccettabili e discriminazioni insensate.

È giunto il momento di riconoscere, contemplare ed ascoltare il Dio che abita nei cuori di queste persone, degnissime di annunciare a tutti la Buona Novella, che troppo spesso abbiamo considerato un privilegio ed un possesso riservato a noi del Vecchio Mondo.

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Insieme a loro si avveri ciò che afferma il Salmo 84:

Beati quanti hanno la loro casa

nella tua casa

e mai cessano di cantare le tue lodi!”

Elisabetta Melegari