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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Vincere il male

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08 Dicembre 2023

Vincere il male della corruzione col bene della trasparenza e onestà

Il 9 dicembre ricorre la giornata internazionale per la lotta alla corruzione. Secondo Transparency International, un’organizzazione non governativa che si occupa di monitorare il livello di corruzione di 180 paesi, la situazione globale rimane invariata da più di 10 anni. Nonostante gli sforzi e i progressi faticosamente ottenuti da alcuni paesi, 155 non hanno compiuto progressi significativi contro la corruzione o hanno registrato un calo rispetto al 2012. Transparency assegna ogni anno un indice di percezione della corruzione che va da 100 (completamente pulito e trasparente) a 0 (totalmente corrotto). Mette in graduatoria i paesi, segnalando per ognuno se la situazione è migliorata o peggiorata rispetto all’anno precedente.
 
L’Italia nel 2022 aveva un indice di 56 e occupava il 41° posto su 180, come nell’anno precedente; la Thailandia con 36 era salita al 101° posto; il Messico con 31 era stabile al 126° posto; il Cameroun con 26 punti nel 2022 è sceso al 142° posto; la RD Congo con 20 punti era salito al 166° posto...
 
L’analisi di Transparency rappresenta un tentativo di schematizzare la situazione generale di ogni paese e la sua evoluzione nel tempo rispetto al livello di corruzione, fenomeno così complesso e sfuggente e prende in considerazione solo il settore pubblico. Ma se consideriamo che la corruzione non riguarda mai solo i vertici della società o la Pubblica Amministrazione, ma è sempre un fenomeno trasversale, se la si trova nel settore pubblico, non mancherà nemmeno negli altri settori e livelli della vita sociale. Possiamo considerare la corruzione come una malattia morale, più precisamente la si può paragonare a un cancro che invade tutti i livelli della società e si instaura come uno stile, dagli effetti devastanti sullo sviluppo, sugli investimenti, sul bene comune, sulle misure per far fronte al cambiamento climatico.
 
Mentre a Dubai si sta svolgendo la COP28, sul sito di Transparency compare una correlazione tra i finanziamenti per il clima e la necessità che si investa nella lotta alla corruzione perché “un numero crescente i casi mostra come la corruzione comprometta l’efficacia delle misure di adattamento e mitigazione del clima. Contribuisce alle violazioni dei diritti umani e compromette la fiducia negli sforzi fatti ... Gli investimenti in contesti di trasparenza e integrità forniranno benefici climatici costanti”.
 
In questi giorni di campagna elettorale per le elezioni presidenziali, nazionali e provinciali, qui in RD Congo ogni giorno assistiamo alla prassi dei regali alla popolazione da parte dei candidati in cerca di voti e tutto si svolge nella normalità di uno stile socialmente accettato. Quello che altrove potrebbe chiamarsi “voto di scambio” qui è un’abitudine. Il problema della mancanza di integrità e trasparenza è all’ordine del giorno e il pensiero di adattamento fatalista a questa prassi è dominante. Per questo il papa ha voluto affrontare il tema della corruzione durante la sua visita a Kinshasa nel febbraio scorso: ai giovani congolesi ha proposto come rimedio l’onestà. Si tratta di una riflessione valida per tutti i paesi su questa lotta che ognuno di noi è chiamato a compiere attraverso le sue scelte quotidiane.
 
“Essere cristiani è testimoniare Cristo. Ora, il primo modo per farlo è vivere rettamente, come Lui vuole. Ciò significa non lasciarsi imbrigliare nei lacci della corruzione. Il cristiano non può che essere onesto, altrimenti tradisce la sua identità. Senza onestà non siamo discepoli e testimoni di Gesù; siamo pagani, idolatri che adorano il proprio io anziché Dio, che si servono degli altri anziché servire gli altri. Ma – mi chiedo – come si sconfigge il cancro della corruzione, che sembra espandersi e non fermarsi mai ? Ci aiuta San Paolo, con una frase semplice e geniale, che potete ripetere fino a ricordarla a memoria. Eccola: «Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene» (Rm 12,21). Non lasciarti vincere dal male: non lasciatevi manipolare da individui o gruppi che cercano di servirsi di voi per mantenere il vostro Paese nella spirale della violenza e dell’instabilità, così da continuare a controllarlo senza riguardi per nessuno. Ma vinci il male con il bene: siate voi i trasformatori della società, i convertitori del male in bene, dell’odio in amore, della guerra in pace. Volete esserlo ? Se volete, è possibile ... Perché ciascuno di voi ha un tesoro che nessuno può rubarvi. Sono le vostre scelte. Sì, tu sei le scelte che compi e puoi sempre scegliere la cosa giusta da fare.
 
Siamo liberi di scegliere: non permettete che la vostra vita sia trascinata dalla corrente inquinata, non lasciatevi portare come un tronco secco in un fiume sporco. Indignatevi, senza mai cedere alle lusinghe, suadenti ma avvelenate, della corruzione. Mi viene in mente la testimonianza di un giovane come voi, Floribert Bwana Chui: quindici anni fa, a soli ventisei anni, venne ucciso a Goma per aver bloccato il passaggio di generi alimentari deteriorati, che avrebbero danneggiato la salute della gente. Poteva lasciare andare, non lo avrebbero scoperto e ci avrebbe pure guadagnato. Ma in quanto cristiano, pregò, pensò agli altri e scelse di essere onesto, dicendo no alla sporcizia della corruzione. Questo è mantenere le mani pulite, mentre le mani che trafficano soldi si sporcano di sangue. Se qualcuno ti allungherà una busta, ti prometterà favori e ricchezze, non cadere nella trappola, non farti ingannare, non lasciarti inghiottire dalla palude del male. Non lasciarti vincere dal male, non credere alle trame oscure del denaro, che fanno sprofondare nella notte. Essere onesti è brillare di giorno, è diffondere la luce di Dio, è vivere la beatitudine della giustizia: vinci il male con il bene!”

Elisa Lazzari mmx

Missionaria saveriana, nata a Parma. Ha studiato Scienze Sociali con specializzazione in Dottrina Sociale della Chiesa. Dal 2014 vive all'est de la Repubblica Democratica del Congo. Da maggio 2022 fa parte della nuova comunità aperta nella Diocesi di Kongolo (provincia del Tanganyika) sul grande fiume Congo, nel villaggio di Keba. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.