“Dalla cecità allo sguardo d’amore”
“Dalla cecità allo sguardo d’amore” È il titolo dato da P. Gabriel Arroyo sx al nostro ritiro di Quaresima.
P. Gabriel ci ha accompagnato nella riflessione partendo dall’incontro tra “Gesù e il cieco nato” (Gv 9,41) ripercorrendo i temi centrali basati sull’Esortazione Apostolica “Dilexi te”.
Oggi, il Papa ci prende per mano attraverso il documento “Dilexi te” (Ti ho amato), ispirato ad Apocalisse 3,9. Non è una promessa per un futuro lontano, ma una certezza presente: il Signore ci ama ora. Questo testo, iniziato da Papa Francesco e completato da Papa Leone, è un ponte di continuità che ci insegna che l’amore di Dio non è un’idea astratta, ma una rivelazione che accade quando tocchiamo la sofferenza. La Quaresima è il tempo per lavarsi gli occhi dalla cecità che il benessere e l’indifferenza sociale ci impongono, portandoci a ignorare il povero, il solo e il malato come se non esistessero. Dobbiamo rifiutare la cultura dello scarto e comprendere che il povero non è un incidente, ma è “uno dei nostri”, è parte della nostra famiglia e rappresenta la carne stessa di Cristo. Questo ritiro ci invita a una “conversione eucaristica”: non possiamo adorare Cristo all’altare se poi non sappiamo inginocchiarci davanti alle ferite dei fratelli. (cito P. Gabriel)

“Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita …. Sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse:” Va’ a lavarti nella piscina di Siloe …”
Gesù si china verso il cieco è Lui che prende l’iniziativa. Mettere il fango sugli occhi crea un contatto con chi è in una situazione di sofferenza, di povertà.
Questa è la via fondamentale per incontrare il Signore della storia.
Il cieco s’incammina con il fango sugli occhi verso la piscina di Siloe, il suo è un cammino al buio, ma si fida di chi lo ha mandato e quando raggiunge la piscina e si sciacqua gli occhi: vede.
La luce, la fede, vengono spesso camminando (come è successo al cieco). La luce c’è, anche se noi non sempre la vediamo o la vediamo poco. Anche a noi è chiesto di fidarci e camminare verso la luce.
Il cieco dopo l’incontro con Gesù diventa un testimone coraggioso.
La fede nasce da un incontro, è fatta di volti e non può essere separata dai poveri.
Chiediamo al Signore di trasformare il nostro sguardo perché possiamo vedere la sofferenza, l’ingiustizia in cui vivono i poveri affinché anche le nostre mani diventino “fango della guarigione”.
La Chiesa non è una ONG, svolge la sua missione quando si china sui poveri (Chiesa Samaritana).
Allora lasciamoci interpellare, in questo cammino di Quaresima, da questa domanda: “Come vuoi che io sia Chiesa oggi per il mio fratello povero?”

La giornata del ritiro è proseguita con la riflessione personale, il pranzo insieme e la condivisione delle riflessioni.
Ci ha raggiunto nel pomeriggio Eudoxie mmx che ci ha parlato della sua esperienza missionaria in Thailandia, a Bangkok.
È un paese dove c’è la libertà di religione, il Buddismo è presente per il 97%, i cristiani solo lo 0.9% di cui lo 0,6% cattolici. È un paese dove è forte la certezza della reincarnazione, ma manca di speranza. Qui l’annuncio fa la differenza. È un cammino che richiede tempo, rispetto e pazienza… anche qui è sorto un gruppo di lmmx.
La giornata è stata ricca di volti, di storie, di riflessioni, di cammini condivisi.
Con noi in presenza alcuni lmmx del gruppo di Milano, alcuni rappresentati della parrocchia di Santa Maria della Pace accompagnati da Emerenziana mmx e Bambina mmx, una rappresentante del laicato saveriano, in collegamento on line alcuni lmmx di Milano, Locorotondo e Ceggia.
È stato un abbraccio che ha percorso l’Italia da nord a sud che ci ha fatto vivere il motto di Padre Spagnolo: Tutti i mezzi e tutte le forze per le missioni”.
Oleana Bozzetti, Presidente Lmmx per l'Italia
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