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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Laici thailandesi: attività

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16 Marzo 2026

La vocazione missionaria dei laici missionari si esprime soprattutto nella quotidianità della vita. Ci sono anche momenti in cui come gruppo andiamo in visita ai malati, agli anziani, a chi ha lasciato la fede. Nel mese missionario di ottobre, ogni domenica andiamo nelle baraccopoli da qualcuno che ha bisogno di aiuto, non solo economico, ma anche di qualche servizio.

Così, Giuseppe ha tagliato le unghie a un signore, senza gambe e con un solo braccio valido, che vive da solo. Alla fine con sorpresa ha esclamato: «Io sarei dunque capace di aiutare qualcuno che non conosco? Non l’avrei mai pensato!».

C’è anche chi non riesce ad andare nelle baraccopoli e chi, dopo una volta dice: «Non invitami mai più». Questo però, grazie a Dio, non succede trai i nostri laici.

Con un’altra signora, catechista, simpatizzante, siamo andate a visitare una donna paralizzata, viveva con il figlio, che faceva solo l’indispensabile. Quando andavamo bisognava lavarla, tagliarle unghie e capelli, quando era necessario. Non avevo detto alla mia compagna che tipo di persona saremmo andate a vedere. Appena aperta la porta, ha sentito la puzza: «Sister, mi dovevi proprio portare qui? Se me l’avessi spiegato prima, non sarei venuta».

«Non ti obbligo – le ho detto -. È stato bello che tu mi abbia accompagnata, ora puoi aspettarmi fuori, mentre la lavo. Poi verrai a tagliarle le unghie». La donna ha preso un attimo di respiro: «Ho chiesto al Signore di non farmi mai lavare lo sporco di qualcuno, neanche di mia mamma. Ma se lo fai tu che sei straniera, perché non posso farlo io per il mio popolo?». Si è rimboccata le maniche ed è venuta ad aiutarmi.  «Grazie di quest’esperienza che m’hai fatto fare – ha detto alla fine -. Quando vi vediamo all’opera, non possiamo restare indifferenti.»

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I vicini della signora paralizzata, ora morta, conoscevano la sua condizione, ma per riservatezza non volevano entrare nella sua vita. Una donna, buddista, che abitava di fronte, però, quando poteva andava ad aiutarla: “Mi fa pena - diceva -. È una persona come me”.

Nella tradizione thai, per fare buone opere, basta fare le offerte al tempio, al monaco che benedice; o al prete, che pregherà per te. Il popolo thailandese è però molto attivo nel volontariato: quando capita una calamità quasi tutti si danno da fare per soccorrere.

A Natale, siamo solite invitare i nostri vicini, tutti buddisti, a fare festa con noi. Essi vengono volentieri, quest’anno erano un centinaio. Dopo un breve racconto sul vero Natale, giochi e divertimenti vari, mangiamo insieme. Da tre anni, i laici della nostra Famiglia preparano con noi questa accoglienza e vi contribuiscono ognuno secondo le sue possibilità e il suo tempo.

Da più di un anno fa parte del gruppo anche una mamma della Casa degli Angeli, Noi Maria, che veniva già nel gruppo all’inizio ma aveva lasciato a causa delle condizioni di sua figlia, che ora è già in Paradiso. C’è anche una simpatizzante, Noi Kan-nikka, che viene quando può, a causa degli impegni di lavoro. Quindi il gruppo conta nove membri e una simpatizzante.

Ora è Teresa Bello che accompagna il gruppo, perché da ottobre 2025, sono nel nord del Paese. Lì c’è un altro gruppo, accompagnato da Catarina Da Silva. Sono ancora all’inizio e si incontrano una volta ogni tre mesi a causa delle grandi distanze.

Eudoxie Ngongo

Eudoxie Ngongo è una Saveriana Congolese della Repubblica Democratica del Congo. Dopo un periodo di preparazione per la missione in Italia, è stata mandata in Tailandia dove vive e condivide la sua gioia di credere e di appartenere a Cristo con il popolo Tailandese.