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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Thailandia, una vocazione: Lmmx

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28 Febbraio 2026

Eudoxie  Salama Ngongo, missionaria saveriana congolese da 11 anni in Thailandia, racconta gli inizi del gruppo dei Laici e laiche delle missionarie di Maria saveriane in Thailandia.

La prima proposta

Dopo qualche anno in cui parlavamo della possibilità di proporre il nostro carisma anche ai laici, nell’incontro di Delegazione del 2019 abbiamo pensato di iniziare, cominciando da Bangkok, dove siamo inserite in una realtà parrocchiale ben strutturata, con ‘numerosi’ cristiani. Lì, eravamo Juanita, superiora di comunità ed io e abbiamo pensato di cominciare dalle nostre conoscenze. Passata la burrasca del Covid 19, abbiamo deciso di fare la proposta il 5 novembre 2021, nella festa di san Guido Maria Conforti, Fondatore dei Missionari Saveriani e padre della nostra saverianità.

Ho cominciato a parlarne nel gruppo di catechisti con cui collaboravo per la preparazione della Cresima: persone che, una volta seguito il percorso di preparazione, lo propongono ai nuovi traducendo in thai corretto e incarnato nel contesto il messaggio che trasmetto loro. Ho spiegato loro il nostro carisma e in che modo poteva essere vissuto dai laici.

Con loro e altri cristiani, abbiamo fatto tre incontri, ciascuno con partecipanti diversi.  Sono partita dalla preghiera all’Onnipotenza misericordiosa di Dio, in cui trovo la sorgente del nostro carisma. Con l’aiuto di una catechista, l‘ho tradotta in Thai e l’ho data loro, chiedendo di leggerla e per poi scambiarci considerazioni, impressioni e domande.

Sono rimasti molto colpiti. Leggendo che la misericordia onnipotente di Dio “dà la santità ai cattivi”, un signore si è come ribellato e scandalizzato: “Non è possibile!”. “Questa è la misericordia – ho cercato di spiegare –: anche queste persone sono destinatarie della salvezza di Dio, non solo noi perché veniamo in chiesa”. Non l’ho convinto.

In seguito, ho detto che con chi era interessato potevamo incontrarci una volta al mese. Abbiamo ripreso la preghiera, l’ho spiegata secondo la grazia che il Signore mi dava. Domande, risposte… Dopo qualche mese, qualcuno ha lasciato ed è rimasto un piccolo gruppo di otto persone.

La vita di prima, ma con una visione diversa

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Ho parlato del nostro carisma, che non è riservato solo alle consacrate, ma anche ai laici, perché l’annuncio del Vangelo è una chiamata per tutti i battezzati. «È vero che qualcuno è già impegnato come catechista – dicevo - ma ora tutto quello che farete, lo farete in questa prospettiva, non come un volontariato, ma come una vocazione, da laici. Si può cominciare in tanti, resta chi scopre in sé questa chiamata. Questo carisma si può vivere nella quotidianità della vita.»

Abbiamo continuato il cammino con queste otto persone rimaste. Dei primi cinque catechisti, è rimasta solo una donna, la signora Maria Keo, che era in ricerca: «Sento che devo fare qualcosa in più della catechesi, ma non so che cosa», mi ha confidato. Buddhista convinta, era sposata con un cattolico, divenuto piuttosto indifferente nella fede. Lei accompagnava in chiesa la suocera, una cinese fervente e così si era avvicinata alla fede cattolica. Quando le ho fatto la proposta ha detto: «Ecco quello che cercavo!».

Nel gruppo ci sono anche due coppie di sposi anziani. Si può dire che sono nati missionari e sono delle rocce nella fede. La signora Maria Teresa è da anni catechista dei bambini. «Sister, io questa vocazione l’avevo da sempre! Perché avete aspettato così tanti anni per propormela?», ha detto. Suo marito Paul definisce il gruppo… «di sangue saveriano».

I signori Giuseppe e Maria Som-phong sono stati la prima coppia a dichiararsi laici saveriani, ancor prima che il gruppo cominciasse: «Perché ho scoperto questa vocazione così tardi, nella vecchiaia, quando non posso più far niente?» ha esclamato Giuseppe. È innamorato di Madre Celestina ed è sempre in sua compagnia. È una famiglia che ci frequenta, ci vuole molto bene e ci aiuta molto anche materialmente.

Una altra coppia più giovane è di Bakhita e Francesco Saverio con loro figlio John Paul. Lei è una donna con una fede limpida, sensibile alla missione; grazie alla sua fede, il marito aveva chiesto il battesimo.

Dopo i primi incontri, i partecipanti mi chiedevano: «Sister, noi, concretamente, che cosa dobbiamo fare?». Ho detto che la fede, non è il fare per prima cosa, è il vivere: «Devi essere convinto della tua fede, sentire la bellezza di credere in Gesù, allora vedrai che non potrai tenerla per te stesso. Il Signore ci darà la creatività per condividerla». Attraverso dei documenti della Chiesa, abbiamo visto la vocazione del laico e abbiamo fatto un percorso introduttivo di conoscenza del carisma, della nostra spiritualità, dei fondatori, della storia della Congregazione.

Impegno ufficiale  impegnol.jpg

Loro stessi già si chiamavano laici saveriani. Dopo due anni, come Delegazione abbiamo visto che potevamo ormai riconoscerli ufficialmente. Abbiamo chiesto a ciascuno se era convinto del carisma, se voleva far parte del gruppo, non per amicizia, ma per vocazione e se era pronto a far parte come laico della famiglia missionaria fondata da madre Celestina Bottego e p. Giacomo Spagnolo. La Delegata, Teresa Bello ha fatto un colloquio personale con ciascuno di loro per accertare la loro convinzione e tutti erano pronti a fare questo passo.

Fra loro, un ragazzo, John Paul, di tredici anni, molto maturo per la sua età. «Ti senti o vuoi solo seguire i tuoi genitori?», gli abbiamo chiesto. «No, decido io di fare questo cammino». Così, il 2 luglio del 2023 abbiamo fatto nella nostra casa una celebrazione solenne, accogliendo ufficialmente questi membri della nostra famiglia allargata. Alla festa poi, abbiamo invitato anche il parroco, padre Claudio Corti, del PIME, che era informato prima di questo evento. Erano felici: «Finalmente ho trovato la mia vocazione». Il cammino continua.

Eudoxie Ngongo

Eudoxie Ngongo è una Saveriana Congolese della Repubblica Democratica del Congo. Dopo un periodo di preparazione per la missione in Italia, è stata mandata in Tailandia dove vive e condivide la sua gioia di credere e di appartenere a Cristo con il popolo Tailandese.