Skip to main content

Missionarie di Maria
SAVERIANE

Il mistero nascosto si rivela all’umanità


Ascolta la Parola

Epifania del Signore

Mt 2,1-12

Riflessione biblica

Poiché sono missionaria fin dal grembo di mia madre, l’Epifania, una delle più belle feste missionarie del calendario liturgico cattolico, è per me qualcosa che tocca in profondità il mio essere. Essa celebra la memoria biblica della visita dei Magi d’Oriente,

L’Epifania, dal greco epiphaneia (“manifestazione” o “apparizione”), afferma con forza la visibilità di Dio e l’universalità della salvezza. Viene celebrata il 6 gennaio.

L’evangelista Matteo narra la storia dei Magi d’Oriente che visitano il bambino Gesù a Betlemme, guidati da una stella, con alcuni dettagli interessanti:

  • L’evento avviene durante il regno di Erode il Grande, in un periodo di grande attesa messianica.
  • Si evidenzia la manifestazione di Gesù come il Cristo, per i Giudei e anche per i pagani, rappresentati dai Magi.

Fino all’evento dell’Epifania, la promessa messianica era vista come un’eredità nazionale. Con l’arrivo dei Magi d’Oriente, si intravede che il Messia è venuto per “i suoi”, ma anche per tutta l’umanità. Con l’Epifania i pagani (i non giudei) entrano a far parte dell’alleanza messianica.

Che cosa meravigliosa! Dio si lascia incontrare da persone che stanno “fuori” dai muri religiosi tradizionali, rivelando che la grazia è un territorio senza confini, universale. L’Epifania ci insegna che Dio è il Dio dell’ incontro.

L’immagine della Stella è centrale. Nella teologia patristica, Cristo è il “Sole di Giustizia”. L’Epifania è il momento in cui la luce divina illumina la realtà umana per guidarla su cammini mai visti prima. I Magi vedono la Stella perché escono. Questa è la novità: Dio è uscito ed è sceso, i Magi sono usciti e hanno visto. E quanta gioia provano in questo incontro.

Missionari e missionarie continuano a uscire, a partire, portando la Buona Novella, che è Dio stesso che si lascia incontrare dall’umanità.

È un paradosso affascinante: i Magi cercano un re, ma trovano un bambino; si aspettano un palazzo e vedono una mangiatoia. L’Epifania avviene là dove gli occhi trascendono il visibile per ammirare lo spettacolo sublime che si rivela nella piccolezza.

La simbologia che emerge è un prezioso cammino di fede:

  • L’inquietudine: i Magi non rimangono fermi; sanno leggere i segni dei tempi e si mettono in cammino. La fede, nella prospettiva dell’Epifania, è movimento, uscita, incontro.
  • I doni: i regali donati offrono un profondo simbolismo teologico sull’identità di Gesù:
  • l’oro: il riconoscimento della sua regalità;
  • l’ incenso: il riconoscimento della sua divinità;
  • la mirra, usata nelle sepolture e come medicinale, fa emergere che Gesù sarebbe stato un re umano, capace di soffrire e di morire: un presagio del suo sacrificio e della redenzione, dove si manifesta il Dio solidale con la sofferenza dell’umanità.

“La stella li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino.” “Al rivedere la stella, provarono una grandissima gioia.”

Vorrei sottolineare questi versetti, perché mi richiamano il ricordo molto caro di un’esperienza profonda vissuta in terra africana.

Non ho mai visto un cielo notturno più bello di quello del Ciad, dove le stelle brillano con grande intensità. Una notte di gennaio meditavo il Vangelo di questa solennità guardando il cielo stellato; ad un certo momento mi persi nei miei pensieri e esclamai:

“Ah, fortunati Magi!  Ma io credo che la stella che vi ha guidati fino al luogo dove si trovava il Bambino stia guidando anche noi in questa terra di missione. Qui possiamo contemplare la bellezza di questo Dio che si lascia conoscere e amare da tutti. Beate e beati coloro che sono usciti come noi e hanno visto le meraviglie che Dio ci dona ogni giorno della nostra vita!”

L’Epifania è l’evento, iniziato a Betlemme, che continua a manifestarsi nelle ‘stelle’ della nostra vita, nelle bellezze della creazione,  in ogni incontro,  in ogni sì alla missione…

Essa ci invita ad ampliare lo sguardo e ci sfida a domandarci: “Dove sta brillando oggi la luce di Dio, fuori dai luoghi in cui  di solito la cerchiamo?”

È la festa dell’ospitalità divina, in cui il Creatore diventa ospite della sua stessa creazione affinché noi, sue creature, possiamo diventare suoi familiari.

Che la festa dell’Epifania ci ispiri nella realizzazione del sogno di san Guido Maria Conforti: “Fare del mondo un’unica Famiglia.” Buona festa missionaria a tutti noi!

Lampada ai miei passi

Elisabeth Miguel Espinhara

Saveriana brasiliana. Ha studiato Scienze Religiose presso la Pontificia Università Cattolica di Curitiba. Ha trascorso tre anni a Roma, studiando alla Pontificia Università Salesiana, Pastorale Giovanile con specializzazione in Catechesi ed Evangelizzazione.  In 2005 va in Parigi a studiare la lingua francese. È stata 8 anni in Ciad nella comunità di Koumi com i Massa. Tornata in Brasile, a San Paolo ha svolto diverse attività: animazione e coordinamento dell'iniziazione alla vita cristiana. Attualmente vive nella comunità di Londrina, Paranà

Riflessioni Bibliche