Il mio Giubileo a Roma
Sono stati solo tre giorni, ma così pieni che sembrano durati molto di più. Il primo giorno, appena arrivati a Roma, abbiamo lasciato i bagagli dove alloggiavamo e siamo partiti subito verso la Basilica dei Santi Pietro e Paolo. Lì abbiamo partecipato alla “Via Lucis”. Un momento speciale, fatto di sette stazioni con scenette pensate per noi giovani. Eravamo seduti lì tutti insieme, anche con persone che non conoscevamo, ma c’era un senso di unione e condivisione che mi ha colpito tanto. Dopo abbiamo mangiato qualcosa e siamo tornati in struttura, stanchi ma felici.
Il secondo giorno è stato bellissimo. Dopo la colazione, che ci ha offerto il parroco del posto (un gesto semplice ma che ci ha fatto sentire accolti), siamo andati in giro per Roma. Abbiamo visto la Fontana di Trevi, il Senato, il Tevere e tanti vicoli pieni di storia. Era tutto così affascinante. Il momento più toccante però è stato nel pomeriggio, quando ci siamo messi in fila per attraversare la Porta Santa. È stato qualcosa di unico, difficile da spiegare: appena l’abbiamo attraversata, ho sentito una sensazione di gioia nel cuore. Quando poi ci siamo trovati davanti alla Basilica di San Pietro, siamo rimasti tutti a bocca aperta. Anche chi c’era già stato è rimasto colpito. Era troppo bella, immensa… ti fa sentire piccola, ma anche parte di qualcosa di grande.
Dopo siamo andati a Piazza di Spagna, e la sera siamo tornati all’alloggio dove abbiamo vissuto un momento di preghiera con il gruppo di Salerno. È stato semplice, ma davvero sentito. Poi tutti a dormire, con il cuore pieno.
La domenica l’abbiamo passata nella struttura. Abbiamo fatto le lodi, la Messa, e poi abbiamo regalato al sacerdote una maglietta firmata da tutti noi per ringraziarlo dell’accoglienza. Era felice, e lo eravamo anche noi. Abbiamo pranzato tutti insieme con il cibo preparato dagli scout del posto e poi ci siamo divertiti con giochi e risate tra di noi. Era l’ultimo momento, ma non c’era tristezza solo tanta gratitudine.





