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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Tchelezie ha trovato un nome e un Padre

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25 Settembre 2026

Il 17 giugno scorso, a Douala, in Camerun, è morta mamma Pauline.Ha assaporato la gioia del suo battesimo per due mesi prima di andare a trovare la sua pienezza nella casa del Padre.

«Non trattenetemi, lasciatemi andare: sto andando alla destra del Padre», aveva detto alle figlie poco prima di morire.

Ricordava loro le cose più importanti: «Vi lascio la mia pace; condividetela, restate unite, vivete in pace, evitate i litigi, non siate avare: condividete. Non lasciatevi distogliere dalla via del bene».
Dal giorno del battesimo, ogni settimana Pauline riceveva con gioia la Comunione in casa di Nadège, sua figlia, dove abitava da qualche tempo.

Aveva accettato di raccontare la sua storia. Era nata nel Camerun occidentale, i documenti dicono nel 1938, ma certo prima, perché ricordava bene la seconda guerra mondiale. Sua madre, Bernadette, cattolica fervente, era stata data in sposa al primo notabile del villaggio, poligamo. Pauline era la sua diciottesima figlia, ma tutti i figli precedenti erano morti quasi tutti poco dopo la nascita. Qualcuno disse a Bernardette che, per salvare il bimbo, doveva partorirlo in casa di sua madre. Così fu e nacque una bambina, cui Bernadette non diede un nome, per timore che la morte se la portasse via. Pochi mesi dopo, il padre morì e, secondo l’usanza, Bernadette fu data in sposa al fratellastro del defunto marito. Cominciarono a chiamare la bambina Tchelezie (Senza nome).

A dieci anni lei decise di frequentare il catechismo: ci andava mattino e sera, approfittando dell’assenza del padre adottivo.
Una mattina però questi la vide salire la collina. «Dove stai andando?» le chiese. «Vado al catechismo.» «Chi ti ci manda? Torna dentro! Dunque, vuoi seguire Dio mentre io cerco di trovarti un marito anche se poligamo?». Quel giorno, l'uomo la picchiò duramente. Tchelezie allora smise di frequentare il catechismo, pur continuando ad andare alla Messa.
Quando aveva circa quindici anni, un giorno il capo villaggio passò da casa sua e chiese al padre adottivo di darla in sposa al proprio figlio. Il padre acconsentì; in cambio, il capo gli diede in moglie una donna della propria famiglia. Tchelezie tentò di fuggire, ma fu riportata indietro.
Suo marito era cattolico; in seguito però prese un’altra moglie, e infine morì. Tchelezie diede alla luce undici figli. Assorbita dal suo compito di madre, non frequentò più la chiesa. Nonostante le difficoltà, manteneva un animo gioioso.
Divenuta anziana, Tchelezie si stabilì a Douala, dalla figlia Nadège, circondata dall’affetto della famiglia. Incoraggiata da sua cognata Cécile, decise: «Voglio tornare sulla via del Signore!».
Nadège ne informò il parroco, p. Robert, missionario saveriano, che la affidò a una catechista che parlava la sua lingua,
Il 25 aprile 2026, nel cortile di casa, alla presenza di figli, nipoti e vicini, Tchelezie ricevette i sacramenti dell'iniziazione cristiana, prendendo il nome di Pauline. Danzava di gioia insieme a Cécile e a tutta la famiglia.TELE 1

«Il battesimo è la cosa più bella che mi sia mai capitata», diceva.
Pauline era sempre gioiosa. Diceva che il suo segreto era accogliere con gioia qualsiasi peso il Signore le assegnasse, consapevole che nulla accade senza la Sua volontà. Non temeva la morte, perché sapeva che il suo tempo sulla terra, una volta concluso, sarebbe stato coronato dall'ingresso alla presenza del Signore.

La morte era il Signore che le diceva: «Vieni a sederti accanto a me».
Tutti i suoi figli e nipoti sono battezzati, eccetto Nadège, la quale desidera ardentemente ricevere il battesimo. Era proprio lei che, col fervore di una vera credente, traduceva nella lingua locale le brevi riflessioni catechistiche che accompagnavano la Comunione settimanale.

In sua memoria, è stata celebrata una Messa nel cortile della sua casa, animata dallo stesso coro che aveva cantato per il suo battesimo. Al termine, secondo la sua volontà, è stato offerto un pasto fraterno a tutti i presenti.

Teresina Caffi

Teresina Caffi, nata a Pradalunga (Bergamo) nel 1950, è entrata fra le Missionarie di Maria, Saveriane, nel 1971 e ha fatto la sua prima professione nel 1974. Nel 1982 è partita per il Burundi. Da lì, nel 1984 è passata nell'allora Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo). Licenziata in Teologia biblica, ha lavorato nell'ambito dell'animazione parrocchiale e dell'insegnamento biblico. In questi anni vive sei mesi l'anno in una comunità nella Repubblica Democratica del Congo e sei mesi in Italia