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Missionarie di Maria
SAVERIANE

“L’eredità più bella”

Fernanda Tettamanzi mmx
274
20 Agosto 2026

Il 20 agosto 1980, Celestina Bottego, la Madre, Fondatrice con Padre Giacomo Spagnolo della Congregazione delle Missionarie di Maria, raggiungeva la casa del Padre. Trovava così compimento in lei  il desiderio intensamente coltivato “per tutta la vita” fin dal giorno della sua prima comunione, secondo la sua stessa testimonianza, il desiderio di “vedere Gesù e conoscere quem amavi, quem petivi, quem semper optavi [Colui che ho amato, che ho cercato, che ho sempre desiderato], faccia a faccia, per sempre”.

Nel fare memoria grata della nostra Madre, del  suo cammino di santità nell’ordinario quotidiano, ci piace rievocare gli ultimi momenti della sua vita terrena. Aprono una finestra sul mistero di un’esistenza totalmente donata, nella costante intimità con il Signore.

L’ultimo giorno, mentre le condizioni fisiche andavano peggiorando, la Madre ripeteva spesso , . Altre volte: Eccomi! Il vescovo saveriano Mons. Gianni  Gazza celebrò l’Eucaristia nella sua camera. Al momento della comunione, quasi a riassumere il senso di tutta la sua vita, la Madre aprì le braccia nel suo abituale gesto di accoglienza e pronunciò con voce chiara e viso luminoso un Amen che, per la sua forza e intensità, rimase impresso profondamente nelle persone presenti. Spirò dolcemente pochi minuti dopo la mezzanotte.

Di lei diceva mons. Pasini nell’omelia delle esequie:

Incontrando Madre Celestina Bottego, ho avuto sempre questa impressione: una persona contenta, un'anima che irradiava la fiducia, la serenità, un cuore che ti invitava ad amare Gesù nei fratelli. Sempre! Vorrei dire che ha realizzato in pieno le beatitudini del Vangelo... Sempre nei diversi incontri che ho avuto con lei, ne sono sempre rimasto ammirato ed edificato... Un'anima così grande, anche nella sua statura, nella sua personalità, nei suoi gesti, si faceva piccola, umile davanti a tutti.

Significativa la sintesi tracciata da Mons. Gazza, che conosceva bene la Madre, nel rito di commiato celebrato nella cappella di Casa Madre:

Madre: questo titolo in lei così singolare e direi anche così adeguato, così confacente. Dando inizio all'Istituto delle Missionarie, la sua maternità veramente è diventata tanto grande, grande come il mondo. E qui la Madre ha terminato la sua vicenda umana e l'ha terminata esattamente come l'aveva vissuta.In questi giorni, vivendo qui vicino a voi, ho potuto cogliere un clima di serenità, di fede, di amore. El'eredità più bella che la Madre vi ha lasciato, perché in questo vi è quella fede per cui ha vissuto, per cui ha creato l'Istituto per le Missioni, per cui ha dato la sua vita.

L'esempio luminoso della nostra Madre, dichiarata venerabile da Papa Francesco, ravviva in noi il desiderio di santità. La Madre ci incoraggia a vivere con fedeltà generosa la chiamata ad annunciare e testimoniare il Vangelo, totalmente radicate in Gesù Cristo, missionario del Padre.

Chiediamo questo dono al Signore, per sua intercessione.