Rimetti a noi i nostri debiti, concedici la tua pace
Il tema scelto dal Papa per la Giornata Mondiale della Pace 2025 è "Rimetti a noi i nostri debiti, concedici la tua pace." Il messaggio preparato per la giornata del 1 gennaio 2025, riflette sull'importanza del perdono e della speranza, in sintonia con l'anno giubilare e ispirandosi alle encicliche Laudato Si’ e Fratelli Tutti. Il testo sottolinea la necessità di riconciliazione e pacificazione di fronte ai conflitti e ai peccati sociali attuali. La vera pace può essere raggiunta solo attraverso una conversione autentica, che promuova la guarigione dalle ferite e il riconoscimento della dignità di ogni persona.
"Rimetti a noi i nostri debiti, concedici la tua pace."
Perdono e riconciliazione sono due condizioni fondamentali per ottenere la pace. Nella nostra epoca, segnata da guerre e violenze di ogni tipo, il messaggio di Papa Francesco per quest'anno è un appello a tutte le persone con incarichi di responsabilità affinché assumano atteggiamenti e iniziative che promuovano una vera pace e solidarietà con coloro che vivono il dramma di non poter tornare in patria.
Il tema, in linea con il Giubileo, riflette il significato biblico del perdono e della speranza. Siamo tutti figli e figlie di questa umanità che anela a un mondo più giusto, fraterno e solidale, e siamo responsabili di questo pianeta, sempre più fragile e bisognoso di cure.
Il peccato sociale più evidente del momento è la distruzione di interi paesi, causata dalla brama di potere e dalla ricerca delle ricchezze delle nazioni.
Abbiamo bisogno di una grande conversione. Per raggiungere la pace che sogniamo e speriamo, il nostro cambiamento deve avvenire a livello spirituale, morale, sociale, economico, ecologico e culturale.
Il gruppo musicale brasiliano Nosso Grito, in una canzone intitolata "Em busca da paz", esprime dolore e speranza, rinnovando l’impegno di tutti per un mondo di pace, fraternità e solidarietà:
"Libertà per tutti coloro che lottano per un nuovo domani. Questa luce così divina illumina il nostro impegno. In questa guerra di dolore e lamento, chi soffre il tormento è il popolo oppresso che non ha rifugio e piange. Nella speranza di superare il male, tutti pensano solo a combattere contro la fame, la miseria e i principi di una nuova vita, che risveglia in noi la volontà, dando forza a un sopravvissuto, alimentando il sogno di un paese migliore. Che Dio benedica tutti coloro che affrontano il male. Non scoraggiatevi, perché resta ancora il giudizio finale. Siamo in cerca di pace. Tutti noi vinceremo."
Ecco, questi amici cantano pace e speranza. Nelle loro voci risuona il desiderio di tutti noi.
Continuiamo a credere che un nuovo giorno sia possibile. Continuiamo a sperare per non arrenderci mai. Uniamo le forze per rendere possibile questo cambiamento!






