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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Stop alla Violenza su Donne e Bambine

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21 Novembre 2024
21/11/2024 – Giornata della Campagna per la Fine della Violenza sulle Adolescenti e le Donne
 
25/11/2024 – Giornata Internazionale per lo Sradicamento della Violenza e dello Sfruttamento delle Donne
Di solito, quando si pensa alla violenza, la prima immagine che viene in mente è quella della violenza materiale: il corpo percosso, ferito, segnato dalle mani altrui, il femminicidio, lo stupro, l’abuso... Riflettere su questo tema e, in particolare, sulla violenza di genere, significa andare oltre i limiti del visibile, ossia il corpo ferito. 
 
Ciò che vediamo è la concretizzazione della "violenza simbolica" presente nella società e nella religione.
 
L’analisi della violenza di genere implica un approfondimento della conoscenza delle basi simboliche della violenza. La pratica della violenza è un esercizio di potere: in questo caso, il potere degli uomini sulle donne, degli adulti sui minori, il potere interiorizzato del patriarcato. 
 
Alcune domande sorgono in noi: perché gli uomini credono di avere “diritti” sulle donne, esigendo da loro il compimento di “doveri”? Perché le donne non sempre definiscono come violente le percosse subite, le imprecazioni, gli ordini e gli abusi dei loro partner? Perché, anche in situazioni di violenza, molte donne non denunciano i loro aggressori, capi o colleghi? Perché la violenza domestica viene spesso taciuta?
 
L'universo simbolico che assegna ruoli sociali e religiosi ai sessi offre una chiave interpretativa fondamentale di queste tematiche e ci interpella.
 bambina
Questa giornata ci invita a fermarci e ad ascoltare. Ascoltare per agire, per dire basta alla violenza, per impegnarsi in nuove relazioni basate sul riconoscimento, il rispetto, l’uguaglianza, e vivere relazioni di cura e tenerezza.
 
Ascoltare le donne che parlano in nome proprio, che raccontano le loro storie con voce forte o soffocata. Parlare delle molteplici forme di violenza subita: dalle senzatetto, dalle senza terra, dalle straniere, dalle adolescenti, dalle donne di tutti i colori, in nome del nostro corpo comune.
 
Purtroppo, spesso non riusciamo ad ascoltare. Selezioniamo le voci, scegliamo suoni e ritmi che ci sono graditi, trascurando quelli più dolorosi. Solo dalla nostra capacità di reciprocità e interrelazione può nascere un vero ascolto, capace di trasformarsi in azione, in una canzone cantata insieme, includendo le voci che vengono taciute o ignorate.
 
Viviamo in un’epoca di grande rumore, dove tutto si confonde e non riusciamo più a distinguere i significati profondi dei suoni. Non prestiamo attenzione ai richiami umani che ci invitano ad ascoltare le sofferenze interiori, per alleviare o eliminarle.
  
Essere attenti alla voce interiore richiede un ascolto profondo che coinvolge tutto il corpo, non solo le orecchie. Ci invita a riflettere sul mondo che ci circonda e su ciò che accade al corpo delle donne. Quali suoni scegliamo di ascoltare? Quali ignoriamo e perché?
 
Tra i vari suoni, vi è il grido delle donne che reclamano i loro diritti. Non solo di chi grida, ma anche di chi rimane in silenzio, nonostante la sofferenza.
 
Le voci di tante donne si uniscono in un coro perché il dolore è comune come l’aria che respiriamo, come il vento e la tempesta che ci avvolgono.
 
Ascoltare il pianto e i canti di lamento, soprattutto di chi non vuole ascoltare, perché le grida mettono in discussione privilegi e poteri naturalizzati.
 
Nel corso della storia, molte donne hanno alzato la loro voce e trasformato il loro dolore in lotta per la libertà, la dignità e la solidarietà umana.
 
Oggi, vogliamo svegliare e invitare gli uomini a vivere nella reciprocità dei diritti. Eredi di donne forti, vogliamo celebrare il valore della vita come dono e impegnarci per un mondo in cui il rispetto e la dignità siano centrali.
 
Gesù di Nazareth ci doni la capacità di ascoltare le donne di riconoscere la loro dignità, il loro valore e la loro forza d’amore.

Tea Frigerio

Vive in Brasil dal 1974. I primi anni nella diocese di Abaetetuba attualmente in Belém, capitale dello stato del Pará. Impegnata nella formazione degli operatori di pastorale laici, religiose e sacerdoti. Due aspetti segnano la sua ricerca e riflessione biblica: la lettura eco-femminista della Bibbia con la finalità di tessere relazioni di genere e ecologiche che superino tutte le forme di violenza, con attenzione particolare ai popoli originari dell’Amazzonia. Accompagna come esperta.