| Gli "Amici" in Italia
Insieme, consacrate e laici, per il servizio della missione ad gentes
Dall'8 al 10 luglio, presso la casa madre delle missionarie a Parma, si è svolto l'incontro degli Amici
Sono convenuti dalla Sardegna, da Locorotondo (Bari), dalla Lombardia, da Ceggia (Venezia) e da Parma. Quest'anno il nostro ritrovarsi si è rivestito di un significato più profondo, perché si celebra il 25° della morte della Madre e il 60° dell'inizio della congregazione. Anche per questo motivo è stato scelto come luogo d'incontro la casa madre, dove sono nate le saveriane e da dove partono per la missione e ne ritornano.
Nei tre giorni di convivenza, caratterizzati da scambi di esperienze e da momenti forti di preghiera, abbiamo gustato quanto è bello appartenere alla “famiglia allargata” e confrontarci nei nostri cammini, condividendone gioie, attese e progetti.
Anche se a volte non essere in tanti può suscitare una certa tristezza per la sensazione di non fare abbastanza, tuttavia il camminare insieme ci permette un'esperienza di Chiesa integrata nella famiglia saveriana e nel suo carisma. Si cerca di vivere quotidianamente la missionarietà in famiglia, sul lavoro nei nostri ambienti, aiutandoci a tenere una finestra aperta sul mondo.
Dall'incontro di Parma è emersa l'esigenza di una formazione permanente che preveda un approfondimento dei Documenti ecclesiali riguardo alla missione, l'impegno della carità verso tutti, come atteggiamento di ogni giorno, il metodo della lettura popolare della Bibbia.
Si è anche pensato ad una raccolta di fondi per qualche comunità bisognosa, ad un progetto di animazione missionaria da attuare assieme alle sorelle e all'invio di Amici in missione. Si è poi insistito sulla necessità di essere fedeli ai tempi di preghiera stabiliti per tutti i gruppi il 1° giovedì del mese.
Natalina, della Direzione Generale, nella sua relazione, ha fatto notare la centralità dell'Eucarestia nella vita della nostra famiglia missionaria. L'Eucarestia è rendimento di grazie. Rendere grazie è riconoscere il primato di Dio, dandogli gloria e annunciando le sue grandezze.
Padre Giacomo e Madre Celestina hanno impostato la loro vita sul mistero pasquale, in atteggiamento costante di ringraziamento. “La vita dovrebbe essere un inno di lode a Dio”, diceva padre Spagnolo. E Madre Celestina scriveva: “Coltivate molto lo spirito di riconoscenza a Dio Padre per la vita che ci ha dato e per i doni che con essa abbiamo ricevuto”.
Pure noi ci siamo proposti di vivere nell'ottica del ringraziamento. Nonostante tanti limiti e tante debolezze, la fiducia in Gesù non può mai mancare.
Fernanda Tettamanzi, vicaria generale, ha ripercorso, poi, la vita della Madre, sottolineando le meraviglie che il Signore ha in lei compiuto.
Madre Celestina ha aderito alla volontà del Signore anche se veniva a sconvolgere il suo programma di vita già ben delineato; ha creduto all'amore, attenta al Vangelo, solo cercando Dio in tutto. Era al tempo stesso donna attiva e contemplativa, donna di relazione, ma capace di stare a lungo in solitudine davanti al suo Signore. .Il verbo da lei maggiormente usato era “ irradiare” : irradiare l'amore e trasmettere la gioia che viene dalla fede.
Nell'incontro di luglio si è anche riflettuto sulla nostra identità. - Chiamarci “amici” o “laici impegnati” accanto alle Missionarie di Maria? I pareri sono diversi, ma quello del nome non è un problema essenziale.
La vocazione a condividere il carisma “ad gentes” della congregazione delle missionarie è, prima di tutto, un dono che rafforza il nostro Battesimo ed è risposta all'invito rivolto dalla Chiesa a coloro che vogliono vivere in modo laicale il carisma di una famiglia religiosa affine alla propria spiritualità. Il carisma va approfondito in tutti i suoi aspetti, nello spirito della “famiglia allargata”, auspicato dai Fondatori per attuare il motto: “Tutti i mezzi e tutte le forze per la missione”.
A conclusione dell'ultima Celebrazione Eucaristica, è stato distribuito a ciascun partecipante un sacchetto contenente dei chicchi di frumento. Si è così voluto sottolineare ciò che la Madre spesso ripeteva: ”Non è possibile alcun frutto di redenzione se il chicco di grano non muore” Dio, mentre chiede la nostra collaborazione, ci purifica e feconda il nostro impegno missionario.
Oleana, del gruppo Amici di Parma |