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Da Chiang Mai Thailandia
Sono già passati più di cinque mesi dal nostro arrivo in Thailandia e, anche se ci sentiamo ancora come due missionarie “in fasce”, vogliamo condividere con voi i primi impatti con il nuovo ambiente asiatico.
La Thailandia, chiamata terra del sorriso, sembra davvero accoglierti con cordialità e delicatezza, anche se sei palesemente straniera e incapace di parlare la lingua locale. Quando si entra nelle loro case il gesto tipico di accoglienza è l'offrirti un bicchiere d'acqua, senza bisogno che tu lo chieda. Ci ritornano in mente tante volte le parole di Gesù: “Chiunque vi darà un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo, non perderà la sua ricompensa” (Mc 9,41).
Ora siamo completamente immerse nello studio del Thai, il primo modo concreto per porre la tenda tra i fratelli e le sorelle cui siamo state inviate. Però i modi per comunicare sono tanti e noi in questo tempo ne abbiamo fatto esperienza.
Il fiore bianco che portiamo visibile nella foto, ha per il popolo thailandese un significato profondo: ricorda il giorno della festa della mamma che qui si fa coincidere con il compleanno della Regina. Ogni figlio rende omaggio alla propria mamma, donandole un fiore e inchinandosi sul suo grembo, come un grazie intenso e silenzioso. Anche noi, con sorpresa, abbiamo ricevuto quel fiore bianco da due bambine nostre vicine di casa. Ci hanno così comunicato con semplicità la loro gioia e gratitudine per la nostra presenza qui, e la sete di conoscere quel Dio che si è fatto così vicino da essere uno di noi.
Si coglie subito in alcuni volti i tanti drammi che schiacciano le loro esistenze, ma anche il profondo desiderio di dare un nome alla speranza che già avvertono in loro. I missionari e i cristiani qui sono pochi, ma abbiamo la certezza che, con la forza dello Spirito, anche i nostri piccoli segni, diventeranno per loro significativi e contagiosi. - A tutti un grosso “Sawadii” (Ciao). - Valentina e Antonella |