Anno 2005 > Lettere dalla missione

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Chi siamo per loro?

Sono in Thailandia da tre anni e mezzo. La nostra comunità, situata nel nord montuoso del Paese, è composta di sei sorelle, ma in pratica siamo presenti solo in tre, perché le altre, o per apostolato o per studio, abitano attualmente altrove. Ci troviamo tra le tribù Karen, Aka, Lah, Yao, Mong, un tempo emigrate da altri Paesi, e tra i Thailandesi del nord

Appena arrivata in Thailandia, osservando la nostra comunità che stava ponendo la tenda tra queste popolazioni, mi chiedevo: “Che cosa diranno di noi e della nostra presenza?” E mi veniva in mente la domanda che Gesù aveva rivolto un giorno agli Apostoli: “La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?”.(Mt 16,13) Neppure il nostro vescovo di Chiang Mai sapeva con precisione chi fossimo e che cosa facessimo. Era strano per lui che non avessimo anche noi, come tutte le congregazioni religiose presenti nel Paese, qualche opera nostra che rispecchiasse il nostro carisma. L'abbiamo allora invitato ad accompagnarci tra la gente dei villaggi, perché si rendesse conto egli stesso di ciò che facciamo. Gli sono piaciuti i nostri contatti diretti con le famiglie, con le popolazioni dell'interno e con i gruppi simpatizzanti cristiani e non cristiani.

Per la gente siamo, ci pare, una presenza gradita. In più occasioni sono venuti a invitarci anche da villaggi lontani dislocati sulle montagne: “Vi aspettiamo da tanto tempo, perché non venite?” Oppure ci dicono: “Non andatevene, non lasciateci soli”. Si sentono aiutati nel loro sviluppo umano, sociale, cristiano, non più soli. Qualcuno finalmente li segue, si preoccupa della loro salute, della loro educazione, della loro vita, in nome di un Dio che ancora non conoscono, ma che, sia pure implicitamente, già avvertono presente. Una signora malata, buddista, ha detto un giorno a una sorella che si occupava di lei: “Sister, io penso che il tuo Dio è buono quanto lo sei tu”. Piano piano, vedendoci impegnate a servirli e aiutarli gratuitamente, cominciano a capire. Viene allora anche il momento propizio per annunciare il nome di Colui che ci ha inviate. - Juanita Madrigal

   
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