Anno 2005 > Lettere dalla missione

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Scendere per farsi prossimo

Glorificavano Dio dicendo: “Un grande profeta è sorto tra noi e Dio ha visitato il suo popolo” (Lc 7,16).

Così esclama una folla stupita di fronte all'agire di Gesù che ridona speranza a una vedova, restituendole vivo l'unico figlio. Con la sua presenza, le sue parole, i suoi gesti rivelatori di un cuore pieno di sensibilità e compassione, Egli è riconosciuto dalla gente come la visita di Dio che ricrea la vita e fa rifiorire la speranza. Gesù è il volto del Padre che vede, ascolta, conosce la sofferenza e l'oppressione e scende per liberare, per restituire le condizioni che permettono la vita (cf Es 3,7ss).

Scendere per vedere, ascoltare, conoscere, condividere e alleviare la sofferenza umana è il cammino che ogni cristiano è chiamato a percorrere. Un cammino che non è privilegio, che non ricerca un guadagno né vanta meriti per la vita eterna, ma che segue spassionatamente le orme di Gesù, l'inviato del Padre: scendere per farsi prossimo.

Al dottore della legge che gli chiede d'indicargli la via per guadagnare la vita eterna, Gesù risponde raccontando la parabola del buon Samaritano che si fa prossimo dell'uomo malmenato dai briganti e abbandonato mezzo morto per strada (cf Lc 10,25-37). La minaccia alla vita porta il Samaritano ad agire come Dio, come Gesù. Mosso a compassione, egli scende dalla cavalcatura, spende del suo, compie i gesti che restituiscono la vita. La parabola termina con l'invito: “Va' e anche tu fa' lo stesso”.

Fare lo stesso, andare là dove l'umanità soffre, dove la persona è lasciata morente sul ciglio della strada, dove l'egoismo umano e, a volte, una religione malintesa e chiusa creano povertà, ingiustizia e minaccia alla vita: è la missione di ogni cristiano. Siamo chiamati ad accogliere l'invito: mettiti in cammino, scendi dalla tua cavalcatura; va', apri gli occhi per vedere, le orecchie per sentire, spalanca il cuore e permetti al grido sofferente di raggiungerti, penetrarti. Va', poni i gesti della compassione, della misericordia, dell'amore; va' e condividi te stesso per ricreare la vita. Essere missionari - missionarie è far esclamare anche oggi: Dio visita il suo popolo! - Tea Frigerio

 

   
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