Anno 2005 > Lettere dalla missione

Archivio
Anno 2006
Anno 2005
Anno 2004
Anno 2003
Anno 2002
Anno 2001

Juniorato in rete

Riportiamo alcune testimonianze dal foglietto che le juniores si scambiano periodicamente tra loro per condividere le proprie esperienze. Esse esprimono qui la gioia che hanno provato alla notizia della loro destinazione alla missione.
Dal Messico al Brasile
Tutto è dono! ed io sono molto contenta per la destinazione ricevuta al caro e desiderato Brasile. Vi confesso un segreto? Da sempre era presente nel mio cuore questo Paese, anche se non mi sono mai sbilanciata a dirlo ad alta voce. Vi andrò perciò molto volentieri, non ne vedo l'ora. C'è un semplice particolare nella lingua portoghese ed è questo: dentro la parola Dio, “Deus”, si trova la parola “eu”, che vuol dire io. D-eu-s: questa piccola sfumatura mi dà la certezza che Dio mi terrà sempre alla sua presenza, quindi le paure svaniscono come neve al sole. Penso anche che il mio piccolo ”eu” può riuscire a fare grandi cose soltanto se cerca continuamente di rimanere in Dio! Grazie a tutte, conto sulle vostre preghiere. Licha Santiesteban.
Dal Brasile al Ciad

Da un anno sto pregando così: “Signore, apri il mio cuore al mondo, che io possa amare la missione che mi sarà affidata, qualunque essa sia”. Credo che da molto tempo il Signore mi stava preparando per il Ciad. Ho tanta paura della solitudine, dei serpenti, del caldo, e di non essere capace di rispondere a quello che mi sarà chiesto…Forse sono tutte paure normali di una giovane missionaria inesperta. Insieme alla paura provo però anche tanti sentimenti di gratitudine e di speranza. Lo so che non merito questa missione, ma il Signore mi ha chiamata, mi affida tale compito ed io ci vado.

Una sorella mi ha detto: “Il Ciad non è la terra dove scorre latte e miele, ma è per te la terra promessa”. Così mi sto preparando a conoscere le sfide e le speranze di questo Paese benedetto dal buon Dio. Come Lui ha guidato il popolo d'Israele attraverso il deserto, guiderà anche me come ha fatto finora. Sono sicura della sua presenza, e che potrei desiderare di più? Altra emozione che mi sta riempiendo il cuore di tenerezza è la mia prossima professione perpetua. Ho la sensazione di una che non è arrivata, ma che comincia adesso la vita missionaria. Penso che non merito tale regalo, ma Gesù ha scelto “i deboli per confondere i forti”. A tutte voi, carissime juniores, grazie di cuore per le preghiere e l'affetto. Buon proseguimento! A chi, come me, sta sperimentando la gioia della destinazione, augurissimi. Magari in futuro ci scambieremo qualche bella esperienza missionaria. Mi mancherete molto. - Beth M. Espinhara.

Dal Congo al Brasile

Ho nel cuore un miscuglio di sentimenti ed emozioni; un sentimento di riconoscenza, ma anche d'indegnità di fronte al gran dono che il Signore mi fa di consacrarmi per sempre a Lui e di destinarmi alla missione. Sono stata ammessa alla professione perpetua nella solennità del Sacro Cuore, ma la notizia mi è stata data il giorno dopo, nella festa del Cuore Immacolato di Maria. Niente avviene casualmente, il Signore ci parla anche attraverso gli avvenimenti. Egli mi ha accolto nella sua misericordia e fedeltà perché anch'io possa avere un cuore di madre, imparando da Maria. Mi è stata anche comunicata la destinazione al Brasile sud. Non vedo l'ora di poter condividere con le sorelle e i fratelli brasiliani le meraviglie del Signore. Mi affido alle vostre preghiere soprattutto per il 23 ottobre, giorno dei miei voti perpetui, che emetterò nella mia parrocchia d'origine, nella R.D.Congo.. - Ghislaine C. Muderhwa.

Dal Messico al Giappone

Anch'io ho qualcosa di meraviglioso da condividere con voi: il grande dono della missione! Non potrei goderlo appieno se non godessi l'oggi qui. Questo periodo in Casa Madre è stato per me pieno della presenza di Dio. Egli mi ha fatto sperimentare ciò che P. G. Spagnolo chiamava “la legge metafisica dell'amore”, cioè quella per cui si riceve tutto e si dà tutto. Tante sorelle, che nel quotidiano si donano senza rumore, possono efficacemente comprovarla. Ringrazio il Signore di avermi permesso di conoscere le nostre care ammalate giunte ormai nella casa del Padre: Silvana, Angela, Paola. Le porterò nel cuore come testimoni della Risurrezione! Ora con gratitudine mi preparo a vivere l'appassionante avventura della missione. Mi sento sfiorare dal sogno di san Francesco Saverio, quando partiva per l'Asia, nonostante che in santità io sia ad anni luce di distanza da lui.

Mi affido all'Onnipotenza Misericordiosa di Dio. So che Egli porterà a buon fine ciò che ha iniziato. In mezzo a tutte le mie paure mi sento sicura come sulla roccia. Il Signore ha pensato a me prima che io nascessi ed ha deciso dove arriveranno i miei piedi. Aspetto con gioia l'incontro con il Giappone. Prendo come una sfida le parole della nostra Madre Celestina: “Essere ovunque messaggeri di pace, d'unione e d'amore”. Faccio mie anche queste sue altre parole: “Che il Signore ci unisca sempre più nella carità della vita d'ogni giorno, così come speriamo unisca la Chiesa e il mondo sconvolto, affinché trionfi sull'odio l'amore e sulla guerra la pace”. Vi prometto il mio ricordo quotidiano di preghiera e confido molto nel vostro. In questo scambio di doni ci sentiamo più vicine e sempre in famiglia. Grazie! - Enriqueta Ayala.

   
homechi siamospiritualitàoriginei fondatoridove siamogli amicidalla missione

Gli articoli pubblicati online possono essere riprodotti citando la fonte © www.saveriane.it
2003 © Missionarie di Maria - Saveriane • misma.cm@libero.it