Anno 2005 > Lettere dalla missione

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Sei con noi

Dal Burundi

Un giorno, rientrando a casa, incontrai una mamma con una bimba di circa un anno tra le braccia. La piccola aveva un braccio e una gamba scottati, teneva il pugno chiuso e piangeva. La scottatura non era recente e stava facendo infezione. La mamma mi spiegò che, non avendo mezzi, l'aveva curata con medicine locali, ma la situazione si era aggravata. La invitai a venire al nostro dispensario che abbiamo chiamato “della Misericordia” perché vi giungono i malati più gravi, i poveri, gli orfani, i rifugiati e tutti quelli che hanno speso i loro pochi averi per tentare altrove una cura. Curandoli cerchiamo anche di dare nozioni di prevenzione. La mamma arrivò con Daniela. Dopo una settimana la bambina migliorò e cominciò a sorridere e a stendere, contenta, la mano. Piena di riconoscenza, la donna tornò qualche giorno dopo con un cesto di belli ssime banane. Rimasi commossa perché sapevo che era vedova e poverissima. Presi allora in braccio la bimba e insieme ringraziammo il Signore. Non potei in quel momento non pensare alla vedova del Vangelo lodata da Gesù perché al tempio aveva messo com'elemosina l'unica moneta che possedeva.

Anche se il cielo rimbombava di tuoni annunciando un temporale, con Liduina siamo andate a trovare una mamma molto sofferente. Le abbiamo portato delle medicine e un sacchetto di farina di cereali misti. La malata era stesa sulla stuoia, abbastanza tranquilla, circondata da bimbi e altre mamme. Una casetta poverissima, priva di tutto. Una delle donne presenti è andata a cercare due sgabelli e ci ha fatto sedere. Devo applicare un'iniezione e non so dove appoggiarmi per prepararla. Liduina mi cede il suo sgabello per appoggiarmi, in quanto il mio ha un buco al centro. C'intratteniamo un po' con la malata e con chi l'assiste, poi ci prepariamo a ripartire. Abbiamo fatto ben poco, ma tutti ci ringraziano e danno lode al Signore che ci ha inviate: Imana Ishimiye Urakoze. Penso che farsi presenti nella semplicità, condividendo le sofferenze dei nostri fratelli, sia anche questo un modo per annunciare il Regno di Dio. Crediamo, Signore, che tu sei con noi, in mezzo a chi soffre, a chi ha fame, nella capanna di chi non possiede niente. Donaci di scoprire il tuo volto nei più piccoli, nei bisognosi, in chi è solo e abbandonato. Silvana Luppi

   
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