| Rivisitando la sua storia
Celestina Bottego nasce il 20 dicembre del 1895 nel Montana (USA) da Giambattista, fratello di Vittorio Bottego, l'esploratore parmense dell'Africa orientale, e da Mary Healy, americana di origine irlandese.
Nel 1910 Celestina raggiunge con la mamma la famiglia a San Lazzaro Parmense. In Italia Celestina continua gli studi, conseguendo l'abilitazione all'insegnamento dell'inglese, che impartirà per lungo tempo nelle scuole di Parma e, dal 1936, anche ai Missionari Saveriani.
In quegli stessi anni Celestina approfondisce la sua formazione spirituale e, nel 1922, si consacra al Signore come oblata benedettina, riconoscendo il primato di Dio nella sua vita. A livello diocesano e parrocchiale è l'anima di tante iniziative; si occupa della catechesi dei non battezzati nei quartieri periferici e assiste moralmente e socialmente (anche con aiuti materiali) le famiglie più abbandonate della città.
Nel 1936 Celestina Bottego va in India a visitare la sorella, missionaria francescana di Maria. Quella visita le fa capire l'urgenza del problema missionario. Tornando a Parma, sente il bisogno di parlarne e di pregare e far pregare perché aumentino gli operai nella vigna del Signore. Le sue giornate diventano sempre più piene di Dio, di apostolato e di amore per i poveri. Anche la professione di insegnante è da lei svolta come una missione.
Nel 1943 p. Giacomo Spagnolo propone a Celestina Bottego di impegnarsi con lui alla fondazione di una congregazione femminile che operi nell'attività missionaria con i Padri Saveriani, realizzando in tal modo il sogno del loro Fondatore, il beato Guido Maria Conforti.Inizialmente rifiuta, ritenendosi non adatta, “più brava a rovinare le opere del Signore che a farle”.
Solo il 24 maggio del 1944, a Capriglio (Appennino parmense) acconsente alla proposta, dopo aver a lungo contemplato l'immagine del Crocifisso del Velasquez, che p. Spagnolo le ha inviato per Pasqua, scrivendo sul retro soltanto la parola “Tutto!”. È il “sì” che renderà possibile, un anno dopo a Parma, l'inizio della nuova comunità missionaria.
Celestina ha cinquant'anni quando rinuncia al suo piano di vita e diventa Madre. Tutto ella mette allora a disposizione per formare umanamente e spiritualmente le sue figlie, perché siano missionarie profondamente unite a Dio, generose nel dono di sé, semplici e serene.
La Madre accompagna personalmente le prime sorelle partenti: in USA, in Brasile, in Congo e Burundi. Resta sempre vicina a tutte con la preghiera, l'affetto e la corrispondenza, pronta ad accogliere a braccia aperte le nuove giovani e quelle che rientrano dalla missione.
Con la sua presenza in Casa Madre ella continua ad essere il cuore della congregazione anche quando, per motivi di salute e d'età, lascia alle figlie le responsabilità direttive. Vive gli ultimi anni di vita nell'attesa serena dell'incontro definitivo con il Signore che ha sempre cercato ed amato.
Celestina Bottego è, e rimarrà per sempre, per tutte, anche per quelle che non l'hanno conosciuta, unicamente “la Madre”. |