Anno 2005 > Lettere dalla missione

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Io sono per la pace…

Sono nata vent'anni dopo la seconda guerra mondiale e della guerra percepivo l'atrocità sentendone parlare gli anziani, vedendo films e leggendo libri di storia. Ma vivendo in questi ultimi anni all'est del R.D.Congo, al confine con il Burundi e il Rwanda, ho vissuto anch'io il dramma della guerra: una guerra dimenticata, dove i riflettori delle telecamere non si sono accesi per far conoscere al mondo l'immane tragedia.

Nel 1994 migliaia di rwandesi hanno attraversato la frontiera per trovare un luogo sicuro nel nostro Paese e ho visto gli stessi rifugiati nel '96 lasciare i campi e fuggire, insieme a tanti congolesi, con una pentola, una stuoia o poco più, dato che l'armata straniera del loro paese aveva invaso il Congo. Abbiamo vissuto giorni di panico e di insicurezza completa. Un'ondata di odio e di violenza si è abbattuta nella regione dei Grandi Laghi. Chi è scampato al massacro e alle varie epidemie di malaria, colera e tifo, ha fatto centinaia di chilometri a piedi per foreste e savane mangiando radici e bevendo l'acqua del fiume.

La seconda guerra, iniziata nel '98, ha fatto fino al dicembre scorso tre milioni e ottocentomila morti (più che in qualsiasi altro conflitto dalla seconda guerra mondiale in poi). Di alcuni di loro conosciamo volti e nomi. Tuttora, secondo l'IRC (organismo non governativo), muoiono ogni giorno mille persone, di cui quasi la metà sono bambini al di sotto dei cinque anni. La distruzione delle infrastrutture sanitarie ed economiche ha trasformato la malnutrizione e le più banali malattie in killer spietati.

Sento ancora la voce di una piccola di tre anni, malata di colera, che, mentre l'infermiera cercava la vena per reidratarla, con tutta la forza rimastale, gridava: ” wananichinja , mi stanno sgozzando”. .Purtroppo sono molti i bambini con disturbi psichici, perché hanno visto uccidere e spesso violentare i loro familiari.

Numerosi sono i casi di violenza sessuale. Quante donne spesso si sono trovate con il virus dell'Aids, con lesioni fisiche e morali e con in grembo una creatura non desiderata.

In una lettera scrivevo dal Congo quello che stava succedendo:

“A Uvira, soprattutto sulle colline che circondano la città, gli scontri continuano; tre camion di soldati sono “volati al cielo” (termine che usiamo per dire che sono stati uccisi). In ospedale ci sono tanti feriti… Mamma Chantal è venuta a dirmi che il gruppo carismatico ha portato cibo agli ammalati in chirurgia, ma non è stato sufficiente e mi ha chiesto anche sapone per lavare sia i feriti che la biancheria. In ospedale e alle prigioni non si distribuiscono pasti. La fame è per tutti una realtà. Due giovani che ho in cura, Jean e Bukuru, entrambi tubercolotici e diabetici, messi insieme sulla bilancia, non pesano neanche 60 kg!

Questa mattina andando a messa alcune donne che si recavano nei campi con la zappa e la cesta sulle spalle mi hanno detto: ” Mama, prega per noi ”. L'altro giorno si erano trovate in mezzo alla battaglia. Andare a coltivare i campi è sempre un rischio anche perché spesso i militari o le violentano o le costringono a consegnare il raccolto; ma non andare è la fame.

Il 29 aprile è stata celebrata la messa per una giovane uccisa per essersi rifiutata a un militare. Sua cognata ci ha raccontato come la ragazza abbia perdonato a chi l'aveva pugnalata e come sia morta serenamente mentre recitavano il rosario”:

Io sono per la pace anche perché ho visto che la guerra è fame, è malattia, è ingiustizia, è odio, vendetta e morte…Ho visto che la guerra fa pagare ai poveri le avventure dei grandi .

La sola risposta all'eccesso del male è l'eccesso dell'amore” , scriveva il vescovo di Bukavu Kataliko, dall'esilio.

E l'arcivescovo di Kisangani, Monsengwo ha detto: “Chi semina la pace semina l'armonia, chi semina l'armonia promuove la fraternità, chi promuove la fraternità fa sbocciare una nuova umanità, giusta e solidale” .

È anche il mio augurio per ciascuno di noi e per il nostro mondo così assetato di pace e di gioia autentica.

All'onda di violenza lo Spirito di Cristo ci doni di rispondere con un'ondata travolgente di misericordia. Rosanna Bucci

 

   
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