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Scrive Tudu
sorella congolese (Mbobero, periferia di Bukavu)
Voglio condividere con voi un piccolo fatto , uno dei tanti segni di speranza fioriti in mezzo alla miseria causata dalla lunga guerra. Poco tempo fa un vecchio papà è venuto a salutarmi nell'ufficio di catechesi. Gli ho chiesto notizie della famiglia e lui allora mi ha raccontato quanto gli era accaduto. Nel frutteto vicino a casa mia c'erano due caschi di banane mature. Avevo già fatto i miei conti: li avrei il giorno dopo venduti per avere a disposizione qualche soldo. Quando però al mattino sono andato per coglierli, i due caschi erano spariti. Sono rimasto molto male, ma ho subito pregato per il ladro, pur non sapendo chi fosse. Passati alcuni giorni un militare è venuto a bussare alla porta. Porgendomi venti franchi (circa 25 centesimi di euro) mi ha detto che era stato lui a rubarmi le banane e che veniva a chiedermi perdono Aveva fame e non sapeva che fare. Ne aveva mangiate alcune, vendendo le altre. L'ho fissato a lungo e l'ho perdonato. Ho preso poi da una pianta di avocado alcuni frutti e glieli ho dati, raccomandandogli di non rubare più.
Un piccolo episodio che rivela, nel giovane soldato, delicatezza di coscienza e coraggio, e, nel vecchio papà, generosità d'accoglienza e capacità di perdono. Li ho ammirati e ho ringraziato il Signore per entrambi.
Quell'uomo anziano è un neo convertito. Solo due anni fa ha ricevuto il battesimo assieme alla cresima e all'eucaristia e ha celebrato il matrimonio in chiesa.. Da allora, frequenta quotidianamente la messa. I frutti dello Spirito Santo nel cuore della gente si manifestano anche attraverso gesti concreti come questi.
Letizia Batudu Nshombo
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