Anno 2005 > Lettere dalla missione

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Anno sabbatico

Ho avuto la grazia di trascorrere un anno sabbatico (di sosta e di studio-riflessione-preghiera) in Casa Madre, dopo molti anni di missione. Terminata la formazione ed emessi i voti, ero subito partita per il Giappone. Rientrando in seguito per alcuni anni di servizio a Parma, ero poi ripartita nuovamente per la mia lontana missione. È stata un'esperienza molto bella poter trascorrere in Casa Madre un anno di pausa e di aggiornamento. Per me e per chi come me ha conosciuto i Fondatori, tornare in questa casa è quasi rivivere la loro presenza, anche se ormai da molto tempo non sono più tra noi. Mi pareva di risentire la loro voce, di ritrovare il sorriso affabile e sereno di Madre Celestina, la bontà discreta e delicata di Padre Giacomo Spagnolo. E' come se il Signore, attraverso il ricordo di quello che loro sono stati per noi, ci richiamasse ad essere più buone tra noi e con tutti, perché quello della carità verso Dio e i fratelli resta il valore per eccellenza rivelatoci in Gesù crocifisso e risorto.

In Casa Madre ho pure potuto incontrare sorelle che non vedevo da anni. Sorelle rientrate per un breve periodo di riposo, per incontri o per corsi, dal Brasile, dall'Africa, dal Messico…, con esperienze pastorali ricche anche nel campo sanitario ed educativo. Per noi che lavoriamo in Giappone, dove la presenza dei cattolici è un'esigua minoranza (500 mila circa, su 126 milioni di abitanti), è sempre motivo di stupore sentir parlare della gran vitalità delle comunità cristiane di altri Paesi; ci fa bene, c'incoraggia a continuare il nostro impegno di annuncio e testimonianza, fidandoci del Signore.

Mi ha fatto poi particolarmente bene partecipare alle messe domenicali in alcune parrocchie della città. Una domenica sono arrivata alla chiesa proprio quando la gente usciva dalla messa precedente. C'erano bambini accompagnati dai genitori, giovani, anziani e varie coppie di sposi. “Che meraviglia!”, mi dicevo. “E' davvero un miracolo!”. Dopo aver vissuto a lungo in un Paese dove Cristo non è conosciuto, ci si rende conto con più chiarezza che è davvero un miracolo, caratteristico del cristianesimo, il riunirsi in tanti, fraternamente, per pregare e ringraziare insieme il Signore, imparando da Lui ad amare, a donarsi nella solidarietà, a invocare il suo aiuto e interessarsi di tutti i fratelli del mondo, soprattutto di quelli che soffrono in situazioni di emergenza e di grande povertà e bisogno.

Ho ancora molti altri motivi per ringraziare la Provvidenza di questo tempo trascorso a Parma. Ho potuto partecipare ad una settimana di spiritualità sul nostro carisma, a serate di formazione missionaria (“i martedì della missione”) presso i Padri Saveriani, a corsi biblici, a conferenze e a incontri vari in alcune parrocchie della città, alla liturgia della Parola e al ministero straordinario della Eucarestia in alcuni paesi isolati dell'Appennino parmense.

Desidero rivolgere un grazie speciale a tutte le sorelle che svolgono in Casa Madre con generosità il loro servizio, permettendo così ad altre di essere mandate tra i fratelli che aspettano ancora l'annuncio della buona notizia del Vangelo di Gesù.

Mi viene spontaneo a questo punto ripetere con tutti voi la preghiera che noi missionarie diciamo ogni giorno nelle nostre comunità: “Padre nostro, venga il tuo Regno. Venga presto per Maria”.

Luisa Gori

   
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