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Ovunque missionarie ad gentes
A volte qualche lettore ci scrive: “Perché, accanto alle esperienze vissute in altri Paesi di missione dove siete inserite, non ci parlate pure della Casa Madre e delle vostre presenze nella Chiesa italiana? Come vivete ed esprimete anche qui la vostra identità missionaria?”. Risponderemo in breve, lasciando poi spazio a testimonianze dirette.
Un po' di storia
“Il Signore ci ha chiamato per stare con lui e inviarci alle genti”. ( cfr. (Mc 3,15)
Sono sessant'anni che villa Bottego, la casa da dove era partito l'esploratore parmense Vittorio Bottego (zio della nostra Madre), si è aperta ad accogliere la prima sorella venuta a Parma per iniziare con Madre Celestina la comunità delle Missionarie di Maria-Saveriane. Era il 19 luglio 1945. Da allora la villa, ripetutamente ampliata, è divenuta la sede della nuova Congregazione femminile missionaria, cioè la nostra Casa Madre: punto di partenza, d'arrivo e di sosta di tante sorelle provenienti da vari Paesi. Sessant'anni di vita per l'annuncio del Vangelo ai non cristiani!
Nella Chiesa, segno e strumento della Misericordia di Dio, le Missionarie di Maria-Saveriane continuano anche oggi ad andare per le strade del mondo con Cristo, come Maria, perché tutti possano conoscere il progetto d'amore del Padre e sentirsi fratelli.
“Avrete la forza dallo Spirito Santo e mi sarete testimoni…fino agli estremi confini della terra”: (At. 1,8)
Ovunque missionarie
Nella distribuzione dei compiti e nello scambio d'avvicendamento c'è chi rimane per servizi interni della Famiglia, sempre in ordine alla missione; chi rientra per periodi di animazione missionario-vocazionale, di studio-e aggiornamento e chi torna per salute o altri motivi.
È però molto importante, sia per chi parte che per chi resta, sentire che siamo ovunque e comunque tutte consacrate all' evangelizzazione ad gentes , dentro una Chiesa locale, in una Famiglia esclusivamente missionaria.
Tutti i mezzi e tutte le forze per la missione è il motto che il Fondatore, il saveriano p. Giacomo Spagnolo, ci ha lasciato per ricordarci l'esclusività missionaria della nostra vocazione.
M. S.
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