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Yasashisa. Dal Giappone

Il nuovo Parroco di Izumi è un sacerdote diocesano, Matsuura Ken, fratello del Vescovo ausiliare della diocesi d Osaka. Il papà, morto da poco, ha insegnato francese in varie università. Il seguente articolo è preso da un suo libro di saggi pubblicato qualche anno fa, da cui traspare una fede semplice e viva.

“L'ideogramma di Yasashisa (= bontà, affabilità, gentilezza) è composto di due elementi, di cui uno significa angustia e l'altro uomo. Buona è la persona che si pone con cuore comprensivo accanto a chi è in angustia e sofferenza. La persona buona e gentile non è un debole, ma è chi conosce la fatica e l'angoscia del vivere ed è capace di comprendere e far propri i disagi e le afflizioni degli altri.
Quando si ha la fortuna di incontrare una persona così ci si sente liberi di aprire il proprio cuore, nella certezza di essere capiti e aiutati a trovare una soluzione ai problemi che si vivono.

Diventare una persona buona e umana è un ideale a cui tutti aspiriamo perché lì c'è la benedizione di nuove amicizie e pienezza di vita.
Io sono cristiano. Talvolta mi chiedono perché mi sono fatto cristiano, ma a dire il vero non mi è facile rispondere. Essendo nato in una famiglia cristiana per terza generazione, non ho un'esperienza diretta di che cosa significhi conversione. Come uno respira l'aria per vivere, così io sono cresciuto respirando la fede cristiana, in modo del tutto naturale.

Ecco perché mi trovo in difficoltà a spiegare perché sono cristiano. Ultimamente cerco di riassumere il mio pensiero come segue. Sono cristiano perché Cristo è pieno di bontà e di umanità. Ci si può avvicinare a lui e parlargli liberamente delle nostre pene e preoccupazioni. Si può chiedergli qualsiasi cosa. Sono convinto che egli ci dà sempre luce e forza per trovare una soluzione.

Il Vangelo ci mostra più volte Gesù, il Figlio di Dio, che piange. Anche Confucio, Budda e Maometto sono grandi personalità religiose, ma non ho mai sentito dire che abbiano pianto. Cristo ha pianto accanto ai derelitti, ai malati, ai ciechi, agli storpi, a chi sentiva il peso dei propri peccati, ai morti e a chi piangeva per loro. Non si trattava di semplice partecipazione emotiva, perché di fatto Gesù guariva le ferite e le sofferenze.

“Venite a me voi tutti che siete affaticati ed oppressi e io vi ristorerò”. (Mt 11,28)
La bontà, l'umanità di Cristo sono davvero grandi. Ecco perché io ho posto la mia fiducia in lui e sento di amarlo con tutto il cuore. Non c'è nessun grido dell'uomo che non trovi in lui riposo.

E' per questo che sono cristiano. Così rispondo a chi mi chiede ragione della mia fede.”

A cura di Luisa Gori

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